Caso Cogne: lunedì 21 novembre nuove prove e perizie

Si svolgerà lunedì 21 novembre la seconda udienza del processo d'appello ad Annamaria Franzoni. In tale data si conosceranno le nuove prove e le nuove perizie che la Corte d'assise d'appello acquisirà. Nel frattempo fra i punti su...
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Si svolgerà lunedì 21 novembre la seconda udienza del processo d’appello ad Annamaria Franzoni. In tale data si conosceranno le nuove prove e le nuove perizie che la Corte d’assise d’appello acquisirà. Nel frattempo fra i punti su cui i giudici sono stati chiamati a pronunciarsi c’ è quello se disporre una nuova perizia psichiatrica sulla donna. La richiesta è stata avanzata ieri dall’accusa. Per il legale della famiglia Franzoni, Annamaria non consentirà a fare una nuova perizia psichiatrica. In riferimento al ricorso in appello l’avvocato difensore Carlo Taormina ha detto di non aver chiesto direttamente la perizia ma ha fatto presente che la Corte può disporla se la ritiene necessaria, “perché la perizia é un dovere del giudice“.
Lunedì saranno inoltre ascoltati il maresciallo dei carabinieri Marrano e l’appuntato Piras, in merito al dvd che contiene tutto il materiale video sull’inchiesta che venne girato dagli uomini dell’Arma ma che per varie ragioni, a cominciare dallo scarso interesse probatorio, non è stato inserito nel fascicolo. Per la Corte la testimonianza dei due carabinieri potrà chiarire come è stato girato il video. E proprio sul video fa forza anche la strategia della difesa. Tra gli atti disposti dai giudici vi è poi la trascrizione delle conversazioni tra Ada Satragni, la psichiatra che per prima cercò di soccorrere il piccolo Samuele Lorenzi nella villetta di Cogne, e gli operatori dell’elisoccorso.
Nel corso del processo l’avvocato Carlo Taormina ha spiegato come in realtà il killer abbia avuto cinque minuti e dieci secondi di tempo per uccidere Samuele senza essere visto: è il calcolo fatto nel corso del suo intervento in aula alla luce del sopralluogo svolto dal suo staff nei giorni scorsi. Taormina ha anche chiesto di interrogare nuovamente l’imputata “per permetterle” – ha evidenziato – “di dire quello che ricorda e quello che si sente di dire“. Il procuratore generale Vittorio Corsi ha detto di associarsi a numerose richieste della difesa, ma non a quella di sottoporre a un nuovo test le tracce presenti nel seminterrato della villetta di Cogne. “Si tratta di tracce – ha spiegato – già al centro di un’inchiesta parallela della Procura di Torino per il presunto tentativo di inquinamento delle prove“, l’inchiesta Cogne Bis che vede coinvolti l’avvocato Taormina e la famiglia Franzoni. Secondo Corsi, basterà acquisire l’esito della perizia che é già stata disposta nell’ambito di quel procedimento e che verrà depositata a dicembre. Corsi, infine, non ha mancato di fare presente che video e registrazioni di telefonate, portate tra le prove d’innocenza dalla difesa, “ormai sono già stati visti in tv“.
La folla che si è accalcata all’uscita del Palazzo di Giustizia di Torino era davvero tanta, forse troppa, quasi che tutto fosse uno spettacolo. Tutti volevano vedere Annamaria Franzoni che è uscita a fine processo con un telo sulla testa e che si è poi allontanata insieme al marito a bordo di un’auto guidata da un’amico. Tutto è rimandato a lunedì 21 novembre.

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