“Se l’Irlanda è conosciuta per Oscar Wilde, la Guinness e gli U2, la Valle d’Aosta è famosa per le montagne, la fontina e i Kina”. Poco ma sicuro, perché i Kina, gruppo storico valdostano hanno incendiato i palchi di mezza Europa per oltre un decennio. Dei Kina molto si è scritto in questi anni, come protagonisti di alcune pubblicazioni a tema Punk-Rock e non solo, tra cui "American punk hardcore" di Steven Blush, edito da Shake edizioni di Milano. La loro è stata un’attività ininterrotta tra Spagna e Polonia, e Sicilia e Norvegia e tanta Germania. Sergio Milani, Alberto Ventrella e Giampiero Capra sono stati il trio Kina, una storia chiusa da alcuni anni, ma i cui echi continuano a risuonare nella memoria della gente, di tanti palchi, di tanti cd che ancora risuonano nelle case dei loro fans. Una sorta di marchio, perché quella musica entrava dentro, le loro parole di rabbia e ribellione hanno accompagnato tanti giovani. E di Kina si parla ancora, anzi si scrive. Sabato 29 novembre all’Espace Populaire in via Mochet 7 ad Aosta sarà infatti presentato “Come macchine impazzite- Il doppio sparo dei Kina", a cura di Gianpiero Capra e Stephania Giacobone. Capra è stato lo storico bassista del gruppo, la cui uscita decretò nel 1997 con un ultimo storico concerto ad Aosta e con il saluto dal trio del bassista, la chiusura ufficiale dei Kina (nacquero poi i Frontiera, stessa formazione ma con Roberto Dini al basso, e i brani dei Kina continuarono a calcare i palcoscenici di tutta Italia e non solo). Sarà un appuntamento da non perdere, un tuffo nei ricordi e nel passato, con una colonna sonora che non ha bisogno di presentazioni.
“Come macchine impazzite è un intreccio di due narrazioni ambientate in epoche diverse ma sullo stesso asse geografico (Aosta-Torino-Berlino), entrambe girano sulla giostra della vita mosse dalla contraddittoria energia del punk. La prima, raccontata dalla voce del bassista Gianpiero Capra, è la cronaca dell’avventura di un gruppo seminale della scena hardcore italiana, i Kina – si legge nella presentazione della pubblicazione – Una vicenda vissuta in prima fila nelle trincee degli anni ottanta, tra interminabili tour, sfide all’ultimo accordo e notti trascorse sui materassi più precari di un’Europa ancora divisa. La seconda storia è quella di Stephania Giacobone, una giovane della Valle d’Aosta che s’appassiona a una band nata dalle sue parti tanti anni prima, al punto da prendere dalla musica e dal loro immaginario, gli strumenti adatti per iniziare un percorso di riscatto personale".
L’incontro di Stephania con Gianpiero segnerà la chiusura del cerchio che ha come esito un libro scritto sul crinale di una memoria in grado di agire sul presente, in contrapposizione all’oblio nostalgico. L’ultima parte del volume è dedicata all’apparato iconografico e alle testimonianze dei partecipanti al viaggio dei Kina, tra cui il chitarrista Alberto e il batterista Sergio.
Oltre a Gianpiero e Stephania interverranno alla serata del 29 novembre anche Marco Phiolopat, patron di Agenzia X che ha pubblicato il lavoro, e diversi amici. A seguire gran festa con i dischi di Arma DJ
L’entrata è libera.



