Società di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 26 Dicembre 2020 21:11

Coronavirus: pronto il piano trasporti per il rientro a scuola. Basse le adesioni allo screening

Aosta - Sono 86 le corse di autobus in più previste nei tre diversi bacini (Alta, Media e Bassa Valle) più un Minuetto raddoppiato per il treno che arriva ad Aosta alle 7.38 e riparte dal capoluogo regionale alle 13.40. Alla campagna di screening ha aderito il 31% degli studenti e il 46,9% del personale scolastico.

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Nessuna rimodulazione delle entrate e uscite, ma un potenziamento del servizio di trasporto pubblico locale. Così la Valle d’Aosta riporterà il 7 gennaio in classe il 75% degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado, da oltre un mese in didattica a distanza.  Il piano è pronto ed è stato trasmesso ieri mattina al Ministero.

Sono 86 le corse di autobus in più previste nei tre diversi bacini (alta, media e bassa Valle) più un Minuetto raddoppiato per il treno che arriva ad Aosta alle 7.38 e riparte dal capoluogo regionale alle 13.40. Servizi che in parte si vanno a sommare alle 70 corse aggiunte nelle scorse settimane, per riportare in classe gli studenti di seconda e terza media.

Il Presidente della Regione ha chiesto tramite la Protezione Civile all’Associazione nazionale alpini un supporto su alcune aree suscettibili a possibili assembramenti, ovvero l’autostazione di Aosta, piazza Manzetti e nei pressi del polo scolastico di Verrès.

Il comune di Aosta coinvolgerà invece la polizia locale per i possibili ingorghi che potrebbero crearsi, sempre nella zona di piazza Manzetti, dovuti al maggior numeri di autobus in circolazione.

“Purtroppo al questionario inviato hanno risposto solo il 56,4% delle famiglie e di conseguenza – racconta l’Assessora regionale ai Trasporti Chiara Minelli – abbiamo dovuto combinare i dati emersi con il lavoro fatto a settembre, incrociando le diverse informazioni. Questo dovrebbe garantirci un  buon margine di sicurezza, ma saremo attenti a monitorare i primi giorni di scuola per capire se sarà necessario intervenire su eventuali criticità che dovessero presentarsi”.

L’intesa raggiunta ieri fra Governo e regioni prevede la possibilità di iniziare con la didattica a distanza per il 50% degli studenti. Rimane invece confermata la riduzione del 50% della capienza dei mezzi pubblici, prevista dal Dpcm del 3 novembre.

“Noi porteremo fin da subito il 75% degli studenti in classe” racconta la Sovrintendente agli studi Marina Fey. “Ciascuna istituzione scolastica stabilirà in autonomia la modalità, come già fatto nei mesi scorsi”.

I collegi di due istituzioni scolastiche –  l’Itpr Corrado Gex e il Manzetti di Aosta –  hanno deciso per il momento di utilizzare la didattica a distanza integrata per i rientri pomeridiani dei ragazzi.

Basse le adesioni alla campagna di screening

Oltre al piano dei trasporti, è pronto anche quello per testare docenti e alunni, in vista del rientro.  Basso il numero di adesioni: 3522 in tutto, di cui 1750 degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, pari al 31,4%, e 1772 del personale scolastico (docenti di ogni ordine e grado, educatori, operatori di sostegno, ausiliari e amministrativi), pari al 46,9%.

La campagna di screening, visti i numeri, verrà concentrato nelle giornate dal 31 dicembre al 5 gennaio. 2747 persone saranno testate presso il Drive-In della Pepinière di Aosta, altre 775 presso la sala Bec Renon di Donnas.

Le precedenti campagne di screening sui docenti avevano ottenuto un 65% di adesioni.

“Per i docenti potrebbe aver influito il fatto di aver da poco fatto uno screening, mentre per gli studenti scelte delle famiglie – sottolinea ancora la Sovrintendente – Noi siamo andati incontro alle esigenze del territorio, andando ad individuare due sedi per i tamponi”.

Il 5 gennaio il tavolo di coordinamento, a cui prendono parte il Cpel, i dirigenti scolastici, gli Assessori competenti ai trasporti e all’Istruzione e le aziende di trasporto pubblico locali, tornerà a riunirsi per definire gli ultimi dettagli, anche alla luce di eventuali nuove disposizioni che dovessero arrivare da Roma.

“La scuola necessita di servizi. – evidenzia ancora Fey – I trasporti erano il nodo principale, ma adesso bisognerà capire, a seconda della zona in cui saremo, se il resto del sistema tiene. Penso ad esempio al fatto che scuole superiori non hanno un servizio di mensa, non è pensabile in pieno inverno che i ragazzi possano mangiare su una panchina. Se i locali non saranno aperti si dovrà valutare se esiste la possibilità di farli mangiare a scuola, ma in tal caso per questi spazi andrà prevista una sanificazione”.

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