Società

Ultima modifica: 30 Aprile 2016 0:00

Corrado Gex, La Valle ricorda la sua scomparsa mezzo secolo dopo il tragico incidente

Alla memoria deputato di Arvier, morto in un incidente il 25 aprile 1966, è stata intitolata una piazza nel piccolo comune di Castelnuovo di Ceva. Una tragedia che porta con sé ancora mille ipotesi di complotto.

La commemorazione di Corrado Gex a Castelnuovo di Ceva

Era il 25 aprile 1966, 50 anni fa, quando dalle colline dietro Castelnuovo di Ceva spuntò un aereo in una giornata piena di nuvole l’aereo guidato da Corrado Gex precipitò in un bosco di castani. Gex morì e con lui altre 7 persone: Giuseppe e Wilma Adorno, Giuseppe Chiavenuto, Maria Coudre, Plinio Maglione, Edy Tilliot e Maria Adriana Zagari.

Una tragedia che ha stroncato la vita di un astro nascente della politica valdostana, di un precursore delle idee del federalismo in un piccolo paese in provincia di Cuneo, perso nelle Langhe. “I testimoni di quella giornata sono sempre meno di anno in anno – ha detto oggi, sabato 30 aprile, il sindaco di Castelnuovo di Ceva, Mauro Rebuffo, durante la commemorazione di quei fatti – ma il ricordo è ancora ben vivo e presente in tutti noi. Per questo la nostra piccola comunità si è mobilitata per intitolare a Gex una piazza del nostro comune”. Un incontro fra piccole comunità che non ha lasciato indifferente il sindaco del paese che invece a deputato valdostano ha dato i natali, Arvier. “Tutto nel nostro comune parla ancora di lui – ha detto il sindaco Mauro Lucianaz – lasciando nella nostra comunità un ricordo che non si cancella”.

E nel bosco dove quel velivolo è caduto ora è stato costruito un cippo alla memoria di quei morti. “Federalismo è una parola che ancora esiste – ha detto il presidente della Regione, Augusto Rollandin – ma che è stata eliminata da ogni ipotesi di riforma dello Stato. L’esempio di Gex ci richiama alla al coraggio delle idee”.

“Corrado Gex ha concepito la politica in maniera genuina e passionale – ha aggiunto il presidente del Consiglio Valle, Marco Viérin – ha cercato di rendere la Valle d’Aosta una fucina di autonomia. Si è dedicato in particolare ai giovani, alla scuola, per far sì che tutti potessero avere un’istruzione, le basi su cui costruire una vita consapevole”.

Una morte, quella di Corrado Gex, che a mezzo secolo di distanza porta con sé ancora mille ipotesi sull’accaduto, anche se spesso molto fantasiose. Alla cerimonia di Castelnuovo di Ceva era presente anche Igino Melotti uno dei principali sostenitori di una teoria del complotto ai danni del politico valdostano.
 

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