Covid-19, un impatto economico da oltre 18 milioni di euro sulla sanità valdostana

Questa la cifra finora pagata dall'Usl per contrastare il Covid, come ha spiegato il Direttore amministrativo Marco Ottonello. A fronte di 3 milioni in meno di entrate, ci sono stati 3,4 di investimenti. Una mano importante è arrivata dalla generosità dei valdostani che hanno donato 1,7 milioni.
I container al Parini
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Il costo umano, sociale, economico del Covid-19 abbiamo imparato a conoscerlo: dalla pressione sulle strutture sanitarie ed i professionisti che vi lavorano, all’impatto devastante sulla popolazione, dalle attività produttive alla vita di tutti i giorni. E, in primis, pensando ai 379 morti, ad oggi, che il bollettino regionale fa segnare in Valle d’Aosta.

C’è però tuta la parte di costo ospedaliero, la cui forza d’urto non è stata meno imponente.

“Non se ne parla mai, ma questo è stato un anno in cui la nostra area ha avuto un aggravio di lavoro pesantissimo – ha spiegato in conferenza stampa il Direttore sanitario dell’Usl Marco Ottonello –. Dalla carenza iniziale dpi, che abbiamo poi garantito a tutti anche grazie alle donazioni, al potenziamento del Laboratorio analisi per avere un numero di screening di un certo livello”.

A questo si aggiungono altri interventi pesanti: “Nella prima fase ci siamo dovuti appoggiare a strutture esterne per i tamponi – prosegue Ottonello –, abbiamo dovuto redigere convenzioni in Lombardia, Piemonte e anche nel Lazio. Oggi siamo invece autosufficienti, e abbiamo sempre la possibilità di appoggiarci all’Istituto Zooprofilattico. La spesa per il personale ha avuto un incremento importantissimo. Metà delle risorse sono frutto di incentivi, e abbiamo fatto un Piano straordinario attraverso un accordo importante con i sindacati e la collaborazione piena di tutti gli operatori medici”.

L’impatto economico sull’Usl è presto detto: 18 milioni 375mila euro sulla spesa corrente. Dato che assomma i farmaci ospedalieri specifici per l’emergenza (600mila euro); la campagna vaccinale antinfluenzale specifica conseguente all’emergenza (150mila euro); l’acquisto di dispositivi medici come materiale monouso di vestizione, guanti in nitrile, dispositivi medici vari (1 milione di euro); l’acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale (2 milioni 600mila euro); i costi per l’esecuzione dell’analisi dei tamponi, sistemi e kit diagnostici rapidi, test rapidi antigenici nasofaringei (1 milioni 965mila euro); acquisti di servizi da privati, ovvero l’utilizzo di strutture private accreditate di degenza (1 milione); canoni di noleggio/leasing attrezzature sanitarie (400mila); l’attivazione delle Usca (300mila); costi del personale, quindi attivazione di contratti libero professionali e in regime di somministrazione, istituti incentivanti, indennità specifiche (9 milioni 535mila); servizi tecnico economali come servizi di pulizia e lavanderia (825mila) e interventi di manutenzione ordinaria sul presidio ospedaliero (200mila euro).

Il tutto, a fronte di maggiori investimenti per 3 milioni 472mila 210 euro (come la sostituzione delle tende di triage con container climatizzato, l’implementazione dei sistemi informativi finalizzati, della telemedicina e la telepsichiatria, i lavori di adeguamento al Presidio ospedaliero ed i ventilatori polmonari e monitor gestione paziente), ma soprattutto di una riduzione di 3 milioni nelle entrate correnti, dovuti alla minor compartecipazione alla spesa sanitaria derivante da riduzione dell’attività – quindi i “ticket” –  e da ulteriori fonti proprie.

Investimenti Covid
Investimenti Covid

La generosità dei valdostani: donazioni per 1,7 milioni

Ad aiutare l’Azienda nel ciclone Covid sono state le donazioni, pari a 1 milione 700mila 963,43 euro. 241mila 858,62 sono quelle derivanti dai privati, 1 milione 185mila 884,31 euro da società private, 106mila 246,59 euro da Pubbliche amministrazioni e 166mila 973,91 euro derivanti da donazioni attraverso la Piattaforma GOFUNDME, ovvero da privati e società private.

Soldi che sono serviti per, si legge nel documento Usl, ventilatori polmonari, monitor per la gestione dei pazienti, ecografi e dispositivi di protezione individuali. “È stato un favoloso impegno dei cittadini – spiega ancora il Direttore amministrativo –, l’Azienda era in grosse difficoltà a reperire questi dispositivi sul mercato ordinario”.

Le assunzioni

Il Piano assunzioni
Il Piano assunzioni

“Abbiamo aperto 14 concorsi ordinari – prosegue Ottonello –, finalmente si vede una controtendenza grazie ai nostri specialisti, primari e alla capacità di attrattività. Cardiologia, Neurologia e anche Radiologia hanno avuto finalmente una controtendenza con l’assunzione di figure professionali per dare una risposta più efficace. Abbiamo assunto 51 persone come liberi professionisti e 59 somministratori in questo periodo. Una forza lavoro che ci ha permesso di attivare tamponi, screening, nuove strutture come Variney, trasformare il JB Féstaz in una struttura per positivi e l’Isav”.

Le assunzioni straordinarie
Le assunzioni straordinarie

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