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Ultima modifica: 6 Maggio 2021 16:32

Covid, aumenta la sofferenza psichica degli adolescenti: i neuropsichiatri lanciano l’allarme

Aosta - I medici Neuropsichiatri Infantili di Valle d'Aosta e Piemonte diffondono un appello e un video per richiamare l'attenzione sulla situazione di disagio e sull'aumento dei disturbi psichiatrici che nella pandemia ha interessato i minori e gli adolescenti.

Un appello accorato, a più voci sulla marcata sofferenza psichica degli adolescenti durante la pandemia. Lo inviano 188 medici neuropsichiatri della Valle d’Aosta e del Piemonte, appoggiati dalle società scientifiche e professionali di riferimento, con l’idea di condividere consapevolezza e sulla necessità di aumentare le risorse e rivedere i modelli di lavoro per fronteggiare in modo più efficace il bisogno. Insieme all’appello i neuropsichiatri hanno diffuso anche il video che pubblichiamo qui.

Il testo dell’appello dei 188 neuropsichiatri 

Desideriamo porre attenzione sulla grave situazione emergenziale che stiamo affrontando come Medici NPI della Valle d’Aosta, del Piemonte e delle Regioni limitrofe, situazione già in essere prima della pandemia ma ulteriormente e gravemente potenziata dal trauma sociale conseguente, coinvolgente l’intera comunità.

Con questo appello accorato a più voci, condividiamo consapevolezza su quanto sta accadendo ai nostri ragazzi, alle loro famiglie con fragilità, e a noi operatori, in termini di sofferenza, aggravamento di fragilità e di danno (perdita di salute) protratto nel tempo, per trovare insieme delle strade da percorrere in un’ottica propositiva e costruttiva.

Segnaliamo con particolare preoccupazione la marcata sofferenza psichica della fascia di età preadolescenziale e adolescenziale, testimoniata dalla crescita esponenziale degli accessi in Pronto Soccorso, delle richieste di ricovero e di visite urgenti, richieste che conducono alla necessità, vissuta e condivisa fra tutti, ognuno nel proprio ruolo, nella propria professionalità e nella propria sede di lavoro, di “dovere” e “volere” dare delle risposte immediate, per quanto possibile appropriate al bisogno e volte non solo a fronteggiare un’urgenza, ma a contribuire al percorso di vita e di crescita del ragazzo.

Siamo consapevoli che il danno alla salute psichica che ora affrontiamo incide e inciderà in modo significativo e non minoritario sulla salute globale dell’individuo, producendo conseguenze non soltanto nel periodo attuale, ma nei prossimi anni.

La necessità impellente e ormai presente da anni di nuove forze e di una rimodulazione delle risorse e dei modelli di lavoro esistenti, tali da fronteggiare il bisogno, emerge in modo sempre più forte e ci conduce alla necessità di “superare a livello morale e professionale il distanziamento pandemico” per muoverci e suscitare un movimento immediato verso nuove strade e nuove proposte.

Desideriamo sottolineare che il Coordinamento nelle NPIA Piemontesi, negli anni, ha lavorato assiduamente e continuativamente per assicurare la costituzione di una rete di tutti i Servizi NPIA della Regione, di modelli di lavoro e di una filiera di risposte al disagio e ai disturbi dell’area infantile e adolescenziale.

Tuttavia, i Servizi hanno purtroppo dovuto assistere negli ultimi anni ad un inarrestabile e preoccupante aumento dei disturbi psichiatrici nell’infanzia e nell’adolescenza, in rapporto verosimilmente ai cambiamenti storici della società attuale, come lo sfaldamento dei legami familiari e sociali, la caduta dell’etica del limite e il collasso del sistema educativo.
In particolare stiamo assistendo ad un forte aumento delle patologie distruttive in tutte le sue forme (comportamenti dirompenti, autolesività, disturbi alimentari, uso di nuove sostanze) e della suicidalità, espressa e messa in atto in fasce d’età sempre più precoci rispetto al passato e in forme nuove e a maggiore complessità.

La nuova realtà ci obbliga ad evidenziare la necessità di un nuovo modello di lavoro, più adeguato ai bisogni dell’utenza ed in grado di reggere sia la crisi pandemica di cui non si vede immediata fine, sia gli esiti psichiatrici con cui ci confronteremo nei prossimi anni.
Tale modello dovrà indispensabilmente comprendere un immediato, reale ed efficace rafforzamento della rete NPIA, a tutti i livelli di cura (sia ospedaliero che territoriale) e in un’ottica che garantisca sempre la multiprofessionalità e la precocità dell’intervento, accanto a una mappatura e una rimodulazione delle risorse già esistenti, finalizzata alla creazione di: percorsi fluidi ed efficaci ospedale-territorio; filiere dedicate comprendenti ventagli di proposte appropriate e adeguate all’età e alle aree cliniche specifiche; spazi ad hoc che favoriscono l’accoglienza e la cura dei nostri pazienti di età infantile e adolescenziale e dei loro genitori.

Siamo consapevoli che adeguate risposte di prevenzione e di cura potranno poi essere offerte solo dall’ulteriore integrazione dei Servizi NPIA con la rete degli altri Specialisti che si occupano di infanzia e adolescenza, con il mondo Sociale e con il mondo Scuola.
Va però detto con forza che l’esperienza e la volontà degli operatori dei servizi NPIA non possono supplire a carenze croniche e alla mancata assunzione di responsabilità istituzionale nei confronti degli utenti, e che un piano di sviluppo nazionale nella pandemia e dopo la pandemia che non veda un rilancio e un potenziamento dei servizi di NPIA è zoppo e miope prima di nascere”. (Dott.ssa Antonella Costantino, Presidente SINPIA, Prefazione- I servizi di NPIA e il COVID-19. Giornale di Neuropsichiatria dell’Età Evolutiva, vol. 40, n. 2, 55-56.2020).

 

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