Al banco 99, in via Sant’Anselmo, Chantal Chapellu e Sophie Peraillon espongono i loro bassorilievi in legno. Da conoscenti a ‘compagne di bottega scuola’, nell’atelier di Fénis del maestro artigiano Luciano Regazzoni, e infine amiche, che, da ormai qualche anno, partecipano insieme alla Fiera di Sant’Orso, la Millenaria del 30 e 31 gennaio.
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Sophie Peraillon e Chantal Chapellu (da sx a dx) Fiera di Sant’Orso Foto Alice Dufour
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Banco 99 Chapellu-Peraillon Fiera di Sant’Orso Foto Alice Dufour
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Banco 99 Chapellu-Peraillon Fiera di Sant’Orso Foto Alice Dufour
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Banco 99 Chapellu-Peraillon Fiera di Sant’Orso Foto Alice Dufour
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Banco 99 Chapellu-Peraillon Fiera di Sant’Orso Foto Alice Dufour
“Volevo fare una bambina, ma mi è uscita una vecchietta”. Le dritte del maestro artigiano Luciano Regazzoni “ci salvano sempre”.
“È stata un’esperienza spettacolare”. Chantal Chapellu e Sophie Peraillon parlano del corso di formazione ‘bottega scuola’. Allieve del noto scultore Luciano Regazzoni, hanno iniziato a frequentare le lezioni in atelier nel 2021, per poi concludere l’esperienza due anni dopo. “Ci siamo portate a casa la tecnica, la lavorazione del legno e l’uso del colore” spiegano.
Sul loro maestro solo belle parole. Oltre ad ammirarlo come artista, le due scultrici lo descrivono come una persona “squisita”. “Sembrava di essere con un nostro papà” dicono. “Condivide i suoi saperi senza malizia, in particolare quelli legati alle tecniche di colorazione”.
Un maestro sempre pronto ad aiutarle con qualche consiglio, anche ora che le lezioni in bottega si sono concluse. Chantal Chapellu racconta un recente episodio. Ho detto al maestro: “volevo fare una bambina, ma mi è uscita una vecchietta”. Le istruzioni di Regazzoni non sono tardate. Come sempre, “ci dà due dritte sul ritocco e ci salva”.
Chantal Chapellu: per i trent’anni “i miei amici mi hanno regalato delle lezioni” di scultura.
“Durante la pandemia c’era una volpe che mi veniva a trovare”. Per questo le volpi sono state le prime protagoniste delle creazioni in legno di Chantal Chapellu, 35 anni di Verrayes. “Amo la natura e l’interazione tra questa e l’essere umano”. Per quest’anno, sul banco 99, il suo ‘pezzo nuovo’ è un pastorello in jeans appisolato su di un cane.

Fin da bambina ha una passione per il legno, ma il vero approccio – che lei stessa definisce “più costruttivo” – arriva alle superiori con il corso di intaglio promosso dall’Institut Agricole Régional.
“Molti anni dopo, durante il lockdown (causato dalla pandemia, ndr), ho iniziato da autodidatta, dedicandomi anche alla pittura su legno”. L’occasione, che oggi l’ha portata ad esporre in Fiera, arriva al compimento dei trent’anni. “I miei amici mi hanno regalato delle lezioni da Luciano (Regazzoni, ndr), che era alla ricerca di due allieve per la bottega scuola nel suo atelier di Fénis”.

Oltre al legno, per caratterizzare le sue opere con un tocco in più Chantal Chapellu ha deciso di aggiungere il marmo verde di Verrayes. “È da un anno che provo a inserirlo nei pezzi che faccio. Devo ancora sperimentare molto”. Una scelta, la sua, dettata dal legame con il paese in cui vive, Verrayes, ma anche dalla sua famiglia. “I miei avi hanno sempre lavorato nelle cave. È un materiale che conosciamo bene, è nel nostro DNA”. Conclude infine Chantal Chapellu “trovo che il marmo dia qualcosa al legno e viceversa”.
Sophie Peraillon: “mi piacerebbe trovare qualcosa che mi distingue”.
“Ho sempre trafficato con mio papà, che ha una passione per la falegnameria” così Sophie Peraillon, 29 anni di Chambave, racconta come si è avvicinata al mondo del legno. Cresciuta, “ho manifestato la volontà di fare un corso di scultura”. Da qui l’occasione di frequentare la bottega scuola insieme a Chantal con il maestro artigiano di Fénis Luciano Regazzoni.

“Non ho uno stile definito: devo ancora tanto sperimentare. Mi piacerebbe trovare qualcosa che mi distingue” spiega Sophie Peraillon. Lei, al banco 99, come pezzo dell’anno presenta un bassorilievo che raffigura “una casa in legno con uno gnomo”. Uno gnomo che regge una lanterna per illuminare la via di accesso al rascard e ai piedi porta un paio di sabot. Quella piccola creatura è l’omaggio di un’allieva al suo maestro perché da sempre Luciano Regazzoni ama scolpire personaggi fantastici come gnomi e folletti. “L’ho finita quest’anno, ma non è un’opera nuova. L’ho cominciata il giorno dell’esame finale di bottega scuola” precisa la scultrice.






