Diga di Beauregard: prime esplosioni rinviate

La prossima settimana sarà reso noto il crono programma delle “volate”, che saranno precedute da ordinanze del comune di Valgrisenche. Sul tema, ieri, un’interrogazione di Donzel in Consiglio regionale. Rollandin: “Il tavolo tecnico è al lavoro”.
La diga di Valgrisenche
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Niente detonazioni, per il momento. Le prime “volate”, previste inizialmente per giovedì 22 novembre, dovranno attendere la fine del certosino lavoro di verifica ed analisi dei fabbricati di frazione Bonne, non distante dalla diga di Beauregard. Lo conferma il sindaco Riccardo Moret, nella serata di ieri .’Nei prossimi giorni, forse la prossima settimana, pubblicheremo un cronoprogramma preciso, e poi, 48 ore prima di ogni esplosione, emetteremo un’ordinanza. Comunque le prime esplosioni non saranno eclatanti, per la prima verrà fatto esplodere mezzo metro di materiale”. L’ultima volata, la più grande, è attesa per gennaio.
Anche se la vera e propria demolizione della diga di Beauregard inizierà l’anno prossimo l’attesa è comunque palpabile, e non è una sorpresa: il progetto è unico nel suo genere, la vallata è una delle più belle della regione, il delicato ecosistema fluviale non deve essere turbato, nonostante la mole dei lavori.

Del tema si è occupato ieri il consiglio regionale. Raimondo Donzel, del Pd, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata sull’adozione di misure di sicurezza adottate per evitare conseguenze negative per gli abitanti, la struttura e l’ambiente. Puntuali le rassicurazioni del presidente della Regione Rollandin: i lavori di ristrutturazione della diga di Beauregard a Valgrisenche sono monitorati da un tavolo tecnico di cui fanno parte Cva, Protezione civile regionale e dipartimento difesa del suolo e risorse idriche. La parte del gigante spetta comunque a Cva, che oltre a realizzare i lavori, controllerà che vada tutto bene, e che non succeda come l’anno scorso, quando lo svuotamento del bacino provocò una fuoriuscita di limo (subito contenuta) con conseguente moria di pesci, come denunciato dal Consorzio regionale pesca.
Le esplosioni di quest’anno, di potenza crescente e a carattere esplorativo, permetteranno ai tecnici del Cva di testare la potenza delle cariche in vista della prossima primavera, quando finalmente attaccheranno direttamente la parete, riducendola da 132 metri a 80.Ma prima si riunirà il tavolo tecnico, per valutare i risultati di questa prima fase di prova.
 

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