Dopo la confisca, la casa del malaffare diventa Maison du Tsan

Ristrutturata e consegnata all’Associazione Sportiva Dilettantistica Tsan di Challand-Saint-Victor la proprietà confiscata dallo Stato alla criminalità organizzata.
La Maison du Tsan
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Cento metri quadri di fabbricato con terreno adiacente in frazione Verval. È la proprietà confiscata dallo Stato alla criminalità organizzata, ceduta gratuitamente al Comune di Challand-Saint-Victor a fine 2017.

Pensata in origine dagli ex proprietari come seconda casa, la struttura è oggi Maison du Tsan. Per volontà del consiglio comunale le chiavi dell’edificio sono state consegnate all’Associazione Sportiva Dilettantistica Tsan di Challand-Saint-Victor, che raggruppa molti residenti, tra cui parecchi giovani del paese. Una quarantina di giocatori sempre accompagnati da tifosi e amici.

“Per il fatto che bisognava investire dei soldi (ancora) comunali, ci sembrava giusto darla a un’associazione del territorio. – spiega il Sindaco Michel Savin – Siamo ricaduti sullo Tsan perché è una realtà in costante crescita negli ultimi anni. Hanno raggiunto le quattro squadre e da diverso tempo chiedevano al Comune un locale per farlo diventare la loro sede“.

L’Associazione ha fatto il suo ingresso ufficiale nel mese di giugno, a lavori conclusi. Con una spesa di 130mila euro il Comune ha finanziato le opere di ristrutturazione e la realizzazione di un parcheggio di pertinenza.

Tre piani di immobile. Al primo piano un accogliente salotto con cucina e servizi igienici, al piano terreno una sala riunioni e nel seminterrato un laboratorio dove creare materiali occorrenti al tradizionale sport popolare della Valle d’Aosta.

Al servizio della comunità per finalità sociali senza scopo di lucro, la struttura potrà essere utilizzata anche dalle scuole, da Libera Valle d’Aosta o da altre associazioni per iniziative di promozione della legalità e della giustizia.

L’ex rudere trasformato in Maison du Tsan resta il primo edificio ceduto a un comune valdostano dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) e già “riconsegnato” alla comunità locale. In stand by l’inaugurazione. L’appuntamento sarà calendarizzato non appena la pandemia lo consentirà.

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