Per un infarto improvviso, questa mattina, è deceduto l’artista Giulio Schiavon.
Nato ad Aosta nel 1948, il pittore e scultore valdostano, che per vari anni ha insegnato scultura presso l’Istituto d’arte di Aosta, ha riscosso negli anni un vasto apprezzamento da parte di critica e pubblico, presentando le proprie opere in numerose mostre, sia personali che collettive, in Valle d’Aosta e all’estero. Nel 2011 è stato uno degli artisti che hanno rappresentato la nostra regione alla 54esima Biennale di Venezia, e la scorsa estate ha inaugurato, al forte di Bard, una mostra personale dal titolo “Il rumore del mondo”.
“Dell’arte mi hanno sempre interessato il gioco e l’invenzione – ha scritto Schiavon in passato – per questo il senso del mio percorso creativo si riflette in opere che potremmo definire ludico – meccaniche. In particolare, cerco di conferire alle figure una valenza circense, di trasformare i personaggi – uomini, donne o animali, non importa – in altrettanti abitanti di un circo immaginano. Perché la vita è circo, teatro, rappresentazione? Non lo dico io, ci sono state le Avanguardie storiche, sia in campo pittorico che in quello musicale, in Russia come in Francia, a svelare o rivelare la natura dell’esistenza umana, della realtà nel XX secolo. E ci sono state le sculture mobili di Calder a lasciare un’impronta indelebile nella storia dell’arte del ’900”.
