Aosta perde posizioni nella speciale classifica sulle eco-performance dei capoluoghi di provincia italiani, inserita nella XX edizione del rapporto "Ecosistema urbano" di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore. Centoquattro sono i Comuni capoluogo di provincia presi in considerazione e messi alla prova in ventisei campi, tra i quali qualità dell’aria, risorse idriche, diffusione di fonti innovative, gestione intelligente dei rifiuti, disponibilità di verde e mobilità alternativa. Nella sezione "città piccole", cioè sotto gli 80mila abitanti, il capoluogo regionale si è piazzato all’ottavo posto, perdendo tre posizioni rispetto allo scorso anno, mentre nella classifica generale passa dal quindicesimo al diciassettesimo posto.
“Dopo avere scalato rapidamente le classifiche tra 2007 e 2009 dal 29 al 15 posto – ha dichiarato Alessandra Piccioni, Presidente di Legambiente Valle d’Aosta – il nostro capoluogo ha poi segnato il passo, penalizzato anche dalla mancata raccolta della frazione umida dei rifiuti urbani, e oggi è sopravvanzato da città più dinamiche”.
Il quadro è in larga parte simile a quello degli anni scorsi: stessi punti di forza e di debolezza. “Abbiamo il 100% di depurazione delle acque – spiega ancora Piccioni – ma le perdite idriche aumentano (dal 34% al 37%) e siamo ancora tra i maggiori consumatori pro capite di acqua ed energia elettrica. Nonostante l’uscita di scena dei buoni carburante siamo ancora primi, purtroppo, per possesso di autovetture. Forse legato anche questo, pur considerando i piccoli numeri, ci piazziamo male in un nuovo indicatore preso in esame, quello legato alla mortalità per incidenti stradali”.
Diminuisce il verde pubblico rispetto all’edificato: Aosta perde qui addirittura 13 posizioni. “Il settore rifiuti – conclude il Presidente di Legambiente Valle d’Aosta – sconta le carenze della politica regionale. La produzione pro capite di RSU cala lievemente, da 520 a 513,5 kg all’anno per abitante, e la raccolta differenziata aumenta di un solo punto percentuale. La speranza è che, con l’inizio della raccolta dell’umido in città e il piano di riduzione dei rifiuti del 2014, si possa finalmente voltar pagina. La buona posizione ottenuta da Aosta per la qualità dell’aria andrebbe invece ridimensionata poiché l’indagine non prende in considerazione inquinanti specifici che sono relativi alle emissioni industriali come quelle della CAS”.
Il quadro completo
Le migliori 11 città del Paese raggiungono a malapena la sufficienza (con 60/100 di punteggio), quando soltanto rispettando i limiti di legge, senza nessuna performance straordinaria, il punteggio sarebbe molto vicino a 100. Tra le città con più di 200.000 abitanti è in testa Venezia, tra le medie vince di nuovo Trento che migliora la già buona media di concentrazioni di polveri sottili (25,5 microgrammi al metro cubo), la percentuale di acque potabili perse dalla rete idrica, (15%; contro il 37% di Aosta), migliora la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti: 65,6%. La seconda è Bolzano che ha la buona qualità dell’aria che ci si aspetta da una città di montagna (polveri sottili: 15 microgrammi al metro cubo).Tra le città piccole (al di sotto degli 80.000 abitanti) in testa è Belluno, con aria buona, un calo della produzione dei rifiuti a 395 chili all’anno per abitante e il 70,4% di raccolta differenziata, che toglie il primato a Verbania ora seconda, e terza Nuoro, una new entry.


