Fiera di Sant’Orso: si sgonfia, in parte, la polemica degli artigiani

Il direttore delle Attività promozionali dell'assessorato alle Attività Produttive e Artigianato prende la parola sulla polemica accesa da 53 artigiani firmatari della lettera contro il nuovo disciplinare. Alcuni firmatari fanno un passo indietro.
Conferenza stampa di presentazione della 1008 Fiera di Sant'Orso
Società
La polemica dei 53 artigiani firmatari della lettera contro il nuovo disciplinare sull’artigianato ha catalizzato la conferenza stampa di presentazione della Fiera di Sant’Orso, alla sua 1008 edizione. A riprendere le fila del discorso è stato in apertura l’assessore regionale alle Attività produttive e artigianato, Leonardo La Torre, ma a “svuotare il sacco” è stata Paola Ippolito, direttore delle Attività promozionali dell’assessorato, che ha messo sul tavolo nuovi elementi che "sgonfiano" in parte la stessa protesta. Nel dirsi “amareggiata” per il clima astioso che si è creato in occasione di questa edizione della Fiera “periodo che per artigiani, organizzatori, tecnici e tutto il personale che lavora in tal senso si caratterizza per entusiasmo” la Ippolito non l’ha mandata a dire “Aosta è piccola, sappiamo chi sono i promotori della lettera anche se poi sono i primi a non comparire tra i firmatari della stessa”. Punto primo.
 
Tra i firmatari ci sono poi alcuni rappresentanti di settori come la vannerie il cuoio, settori non toccati assolutamente dal nuovo disciplinare tanto contestato”, punto due.
 
Alcuni dei 53 firmatari della lettera si sono tirati indietro e sono venuti nei nostri uffici per chiedere scusa e dirci di continuare così, perché avevano condiviso qualcosa che era stato loro detto verbalmente senza aver letto, evidentemente, la lettera, poi uscita sulle testate locali”.Punto tre.
 
Tre punti, dunque, messi a segno dal direttore alle Attività promozionali che ha voluto far sentire la sua “campana” dopo le tante polemiche per il nuovo disciplinare che ha scatenato i malumori di alcuni artigiani. “Quello del disciplinare è stato un percorso fatto di incontri sul territorio, studi approfonditi, concertazione e coinvolgimento a 360° – ha evidenziato Paola Ippolito – senza tralasciare nessuno”. Oltre 200 sarebbero state, infatti, le persone contattate durante la stesura del nuovo testo “tra le critiche che ci sono arrivate, alcune sono state talmente puntuali e tecniche che gli stessi artigiani che ce le hanno esposte sono stati coinvolti nella stesura del documento. Più aperti di così!”.
Un disciplinare che resta perfettibile” ha aggiunto il dirigente regionale che ha chiuso il proprio intervento affermando che se qualche punto è stato tralasciato nel documento sono possibili modifiche qualora la cosa sia “tradizionalmente documentabile”.
E’ proprio questo, infatti, il punto di cui l’Assessorato si fa forte “la tradizione, gli archetipi, la storia dell’artigianato valdostano dalle sue origini, senza interruzioni temporali”. Punti sui quali non si transige. “Il vero problema è quello commerciale, di vendita – ha evidenziato l’assessore La Torre – L’individualismo a volte prevale sulla collettività. Non si può chiedere ad un’amministrazione pubblica che il colore sia riconosciuto come appartenente alla tradizione valdostana. Fiori e pannelli colorati sono un’evoluzione e non possiamo marchiarli come tradizionali”.

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