Funivia fra la Val d’Ayas e Cervinia, per Legambiente si tratta di “una grande mistificazione”

"Si tratta di un intervento devastante per l’ambiente, che non porterebbe ulteriore sviluppo, e che si vuol far accettare a tutti i costi ai cittadini, anche cercando di mistificare la realtà e manipolarne l’opinione. Tutto questo per noi è inaccettabile"
Valtournenche
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Legambiente torna a stroncare il progetto di collegamento funiviario fra la Val d’Ayas e Breuil Cervinia. Dopo la presentazione ai cittadini dei Comuni coinvolti nelle scorse settimane, seguita dall’invio di alcuni questionari, secondo l’associazione ambientalista è scattata l’operazione di "grande mistificazione" sulla reale portata della proposta.

"I proponenti si sono soffermati sulle caratteristiche del tronco in quota, senza evidenziarne gli aspetti di alterazione paesaggistica in un contesto di assoluta naturalità e, in particolare, sorvolando del tutto sull’impatto enorme che sarebbe generato dal primo tronco (per il quale è prevista una telecabina) e dalla ipotizzata pista di sci fra il Colle superiore delle Cime Bianche e la stazione intermedia. Si è arrivati a dire che una pista larga 30 metri avrebbe il merito di convogliare gli sciatori in una fascia ristretta del territorio, quasi fossimo in presenza di frotte di sciatori che percorrono in lungo e in largo un vallone che non è sciabile".

Sul piano economico, secondo l’associazione è stato fornito il costo del solo impianto di risalita senza far cenno agli ulteriori investimenti necessari, come per la realizzazione della supposta pista nella parte alta del vallone delle Cime Bianche, per quella di rientro fra l’arrivo dell’attuale funicolare a Ciarcerio e la partenza a Frachey, per la creazione di nuovi parcheggi a Frachey e Saint Jacques in sostituzione degli attuali, che sarebbero in buona parte occupati dalla nuova stazione di partenza. "Non si è parlato degli investimenti necessari per rinnovare gli impianti in scadenza o spesso fermi per vento nei comprensori del Breuil e del Monte Rosa: almeno altri 40 milioni. Si pensa di aumentare ancora di più il costo dello skipass?"

Gli incontri con i residenti dei Comuni coinvolti, inoltre, non hanno fornito risposte convincenti alle molte perplessità sollevate da Legmabiente. In merito al questionario inviato alle famiglie, secondo Legambiente si tratterebbe di un "perfetto esempio di tentativo di manipolazione delle opinioni, con le domande poste in modo tale non solo da orientare la risposta, ma da far apparire un’idiozia un’eventuale risposta negativa. Le domande contengono poi una serie di affermazioni quantomeno inesatte. Il questionario, poi, è indirizzato ai capifamiglia, e se ci fossero in famiglia opinioni diverse chi prevale? Si tira a sorte? E questo sarebbe il modo di sentire davvero l’opinione dei cittadini e di  metterli in grado di valutare opzioni diverse?"

Insomma, Legambiente conferma le opinioni che espresse nell’ottobre del 2014: "Si tratta di un intervento devastante per l’ambiente, che non porterebbe ulteriore sviluppo, e che si vuol far accettare a tutti i costi ai cittadini, anche cercando di mistificare la realtà e manipolarne l’opinione. Tutto questo per noi è inaccettabile".  

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