Gara di solidarietà per Silvia Deiana, raccolta fondi per aiutar la famiglia nel rimpatrio della salma

La raccolta fondi è partita dagli colleghi agenti di polizia penitenziaria del padre di Silvia e si è poi allargata alla parrocchia e al Comitato regionale della Croce Rossa. Ingenti le spese sostenute per il ricovero e il rimpatrio della salma.
Silvia Deiana
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I colleghi della polizia penitenziaria prima, la parrocchia poi e infine il Comitato regionale della Croce Rossa. E’ una vera e propria gara di solidarietà quella che si sta muovendo da alcuni giorni in Valle d’Aosta per aiutare la famiglia nel rimpatrio della salma di Silvia Deiana, la giovane dottoressa morta a seguito dei traumi riportati in un incidente, avvenuto ad inizio agosto in Norvegia.

Sono ingenti, infatti, le spese sostenute dai genitori, prima per il ricovero e poi per riportare in Italia il corpo della ragazza. “Abbiamo avviato una raccolta fondi” raccontano i colleghi del padre di Silvia, assistente capo coordinatore nella casa circondariale di Brissogne “per fare sentire la nostra vicinanza ad Ambrogio, collega e amico, in questo tragico momento. Qui a Brissogne siamo però in pochi e così abbiamo esteso l’iniziativa ai colleghi di tutta Italia”.

Da Brissogne la raccolta fondi è approdata a Châtillon, dove vive la famiglia di Silvia. La comunità parrocchiale ha rilanciato, infatti, l’iniziativa della Casa circondariale, diffondendola sul bollettino parrocchiale e collocando in fondo alla chiesa un apposito contenitore. A unirsi, infine, è stato il Comitato Regionale della Croce Rossa, associazione dove Silvia ha prestato servizio. Anche in questo caso oltre al bonifico bancario (Iban IT34F0326831540000406985890) sarà possibile fare un’offerta passando nella sede del Comitato.

La salma di Silvia Deiana è attesa in Valle d’Aosta in settimana. Salvo imprevisti, venerdì alle ore 20 sarà recitato il rosario nella chiesa parrocchiale di Châtillon, mentre i funerali dovrebbero svolgersi sabato 21 agosto. 

Originaria del paese della media valle, la ragazza (avrebbe compiuto 30 anni venerdì 7 agosto)  dal giugno 2020 lavorava a Bresso come medico di base. Una vita dedicata agli altri fino all’ultimo, con il consenso fornito dai genitori in Norvegia per l’espianto degli organi. “Con questo gesto ha salvato cinque persone”.

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