Giornata della Memoria, anche la politica si ferma: “Ricordare è un nostro compito fondamentale”

A dirlo, in apertura dei lavori consiliari, il Presidente della Regione Lavevaz. Il Presidente del Consiglio Bertin ha spiegato: "Insieme alla memoria dobbiamo coltivare il senso dell'agire, la capacità di non distogliere lo sguardo di fronte alle tante discriminazioni che incontriamo".
Le bandiere a mezz'asta in piazza Deffeyes, per la commemorazione della Giornata della Memoria 2021
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Giornata della Memoria, anche la politica si “ferma” per la ricorrenza. Diversi, infatti gli interventi per commemorare le vittime dell’Olocausto mentre in piazza Deffeyes le bandiere europea, italiana e valdostana vengono issate a mezz’asta.

Union Valdôtaine: “L’identità è ricchezza da condividere”

A partire dall’Union Valdôtaine, che in una nota parla di una giornata dalle “molteplici le iniziative di sensibilizzazione che invitano a una riflessione sulla natura umana. Una natura capace di compiere gesti di straordinaria grandezza ma anche di commettere crudeltà estreme, tali da lasciarci ammutoliti, sgomenti e sofferenti”.

“Nel delirante tentativo d’imporre la propria identità, i nazisti negarono, cancellarono i diritti di minoranze religiose, linguistiche, culturali, etniche e di genere; annullarono valori, peculiarità e diversità che sono fondamenta della nostra civiltà, della democrazia e della nostra stessa autonomia, che affonda le radici nella lotta al nazifascismo. In questa importante ricorrenza il Gruppo dell’Union Valdôtaine afferma che l’identità, in continua evoluzione, di ogni comunità, di ogni popolo, non è solo fonte di consapevole e legittimo orgoglio ma è ricchezza da condividere”.

Pour l’Autonomie: “Un genocidio di cui l’umanità tutta deve inorridire”

“Una data che dobbiamo onorare per rispetto ai tanti uomini e alle tante donne innocenti vittime dell’Olocausto, martiri di un genocidio di cui l’umanità tutta deve inorridire”, scrive invece Pour l’Autonomie. Una “giornata simbolo” che il movimento vuole dedicare “a Carlo Guaramonti, ex presidente dell’associazione valdostana ex internati, che per anni è stato in prima fila nelle celebrazioni della Giornata della memoria. Alpino tutto di un pezzo, testimone della Seconda guerra mondiale e della prigionia nei lager, Guaramonti è morto lo scorso novembre, all’età di 97 anni. Come avrebbe detto lui, ha posato lo zaino a terra, dopo aver attraversato un pezzo della nostra storia. E dalla storia si deve partire per costruire e guardare al futuro”.

Alliance Valdôtaine: “L’ingiustizia e la persecuzione razziale vanno combattute sempre”

“Primo Levi era solito a ripetere che chi non conosceva la storia sarebbe stato costretto a riviverla. A 75 anni dalla liberazione di Auschwitz mai parole furono più profetiche. In Europa i rigurgiti antisemiti sono in costante aumento, le sinagoghe sono obiettivi sensibili mentre le scuole e i cimiteri ebraici vengono profanati ad ogni latitudine”.

A scriverlo, in una nota, Alliance Valdôtaine che, nel commemorare il Giorno della Memoria aggiunge: “Per combattere l’oblio crediamo che occorra ripartire dalle basi, dalle scuole, fucina dei cittadini di domani, continuando a parlare di ciò che il ventennio fascista e il nazismo hanno rappresentato.  Per questo rivolgiamo un pensiero riconoscente a tutte le persone che, avendo vissuto la Shoah sulla propria pelle, hanno trovato la forza per diventare testimoni, trasferendo, soprattutto alle giovani generazioni, assieme ai loro ricordi e ai loro sentimenti, la convinzione che l’ingiustizia e la persecuzione razziale vadano combattute sempre“.

Il Presidente del Consiglio regionale Bertin: “Insieme alla memoria dobbiamo coltivare la capacità di non distogliere lo sguardo”

Dall’aula del Consiglio regionale è invece il Presidente dell’Assemblea Alberto Bertin, in apertura dei lavori, ad intervenire: “La giornata è stata istituita con la legge 211 del 2000 per ricordare lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali e tutti coloro che sono stati discriminati dal regime nazi-fascista perché considerati diversi. Oltre alla persecuzione ebraica, nel mirino del regime vi erano i Rom, gli omosessuali, i disabili. Ma c’erano anche tutti quelli che la pensavano diversamente: gli antifascisti che si opponevano al regime per motivi politici. Oggi, sempre secondo lo spirito della legge del 2000, ricordiamo anche i giusti. Coloro che hanno aiutato i perseguitati, anche a costo della loro vita. Perché è proprio questa legge che ci ricorda che insieme alla memoria dobbiamo coltivare il senso dell’agire, la capacità di non distogliere lo sguardo di fronte alle tante discriminazioni che incontriamo, anche nella nostra vita quotidiana”.

Il Presidente della Regione Lavevaz: “Ricordare è un nostro compito fondamentale”

“La situazione che stiamo vivendo ci impedisce di realizzare molte delle iniziative che negli scorsi anni hanno accompagnato questa ricorrenza – ha aggiunto invece il Presidente della Regione Erik Lavevaz –: il desiderio di confronto e condivisione, in particolare con il coinvolgimento delle scuole, si scontrano con l’impossibilità di organizzare occasioni di incontro dal vivo, di vicinanza. Ma quello di ricordare è un nostro compito fondamentale, ancora di più in questi tempi frenetici e concentrati sull’oggi. Vogliamo quindi che anche in quest’Aula, a nome del Governo regionale, questo ricordo rimanga vivo e forte: rendiamo omaggio a tutti coloro che sono stati perseguitati per la propria appartenenza, per la loro essenza, per le loro idee. La Shoah, le leggi razziali e le deportazioni hanno scritto una delle pagine più tristi della nostra storia come cittadini europei. È giusto e necessario, quindi, concentrarsi sulla memoria. Tutti noi che veniamo eletti abbiamo il compito di consegnare alle nuove generazioni i racconti e le testimonianze di ciò che è stato, perché tutto non si ripeta. Oltre ai cinici revisionismi, la memoria ha un altro nemico: il tempo frenetico, che ci fa inseguire la quotidianità e ci fa perdere il senso del tempo stesso. Anche per questo è giusto fermarci, riflettere”.

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