Società di Nathalie Grange |

Ultima modifica: 12 Ottobre 2020 11:31

Gli insegnanti “negativi” non rientrano: alcune scuole stoppano le lezioni in presenza

Aosta - Il 12 e 13 ottobre all’ITPR i professori, non in isolamento, svolgeranno le lezioni direttamente dalle aule scolastiche, mentre gli alunni le seguiranno da casa. Didattica a distanza valutata anche in altre scuole: troppi gli insegnanti in quarantena che non possono rientrare.

Itpr, entrata principale

Nonostante il tampone negativo, gli insegnanti in isolamento fiduciario non rientreranno al lavoro fino al termine della quarantena. La notizia, comunicata agli interessati dal Dipartimento Prevenzione dell’USL, è stata un fulmine a ciel sereno e ha preso alla sprovvista gli stessi docenti e i dirigenti scolastici che sul rientro contavano per motivi di organizzazione. “Quando abbiamo appreso che gli insegnanti negativi non sarebbero potuti rientrare al lavoro fino al termine della loro quarantena, siamo corsi ai ripari e abbiamo deciso di attivare la Didattica a Distanza” spiega Patrizia Bongiovanni, dirigente dell’Istituto Professionale regionale “Corrado Gex di Aosta”di Aosta.

Così domani e dopodomani, il 12 e 13 ottobre, all’ITPR i professori, non in isolamento, svolgeranno le lezioni direttamente dalle aule scolastiche, mentre gli alunni, di tutta la scuola, le seguiranno da casa. “Non c’era molto altro da fare: da una parte mancano i professori e dall’altra dobbiamo preservare anche chi, insegnanti e studenti, sta bene e non è in isolamento” sottolinea ancora la Bongiovanni.

L’ITPR con l’aumento delle classi in quarantena è la prima scuola in Valle d’Aosta ad adottare la didattica a distanza per tutto l’istituto e non solo per alcune classi. Non sarà, con ogni probabilità l’unica. Anche l’Istituto Maria Adelaide ci sta pensando seriamente. “Avevo congelato la decisione pensando che gli insegnanti negativi al tampone sarebbero rientrati: domani, dopo aver sentito la Sovrintendente, prenderò una decisione, ma non escludo di mandare in DAD le terze, le quarte e le quinte” spiega il dirigente Francesco Fazari.

La situazione dell’Istituto Maria Adelaide, mille studenti in tutto, è sicuramente complessa: per 4 alunni positivi, sono 25 gli insegnanti in quarantena. “Se a questi aggiungo i precari che mi hanno chiesto l’aspettativa per poter dare il concorso, gli insegnanti con la 104, quelli malati o assenti per motivi di famiglia arrivo a 33 docenti assenti al giorno sui 107 in organico”.

Francesco Fazari non nasconde il suo disappunto per la situazione attuale della scuola valdostana: “Se gli insegnanti costretti a casa in isolamento fiduciario, ma negativi al tampone, non possono neanche lavorare a distanza, di fatto si smantella la scuola”. E aggiunge: “E tutto questo avviene con la complicità dei sindacati di sinistra, con le loro decisioni stanno contribuendo a perpetrare le disuguaglianze sociali e non capiscono che senza la scuola i ricchi continueranno a essere ricchi perché possono permettersi le lezioni private, mentre i figli delle persone svantaggiate rimarranno tali e l’ascensore sociale non lo prenderanno mai”.

Ora la situazione e le prospettive delle diverse scuole saranno al centro di un incontro tra i dirigenti scolastici e la Sovrintendente agli studi Marina Fey.

3 commenti su “Gli insegnanti “negativi” non rientrano: alcune scuole stoppano le lezioni in presenza”

  • Bravo dirigente Fazari, hai tutta la mia approvazione!! La sinistra che sta più a destra dell’estrema destra,poveri noi, come e dove siamo finiti…

    • Purtroppo non è un problema dei sindacati se il governo ha fatto un decreto che *vieta* ai lavoratori in isolamento di lavorare, considerandoli in malattia.

      Riporto le parole del capo dell’Associazione presidi del Lazio:
      «I professori in isolamento fiduciario sono in malattia, così prevede la legge: se io preside li faccio lavorare, e molti di loro vogliono farlo, mi prendo la responsabilità di andare contro la legge»

      • Il disastro che si sta compiendo è frutto della miopia e dell’ignoranza politica. La conseguenza è che “professionisti” poco zelanti e con scarsa etica la risolvono dando la colpa alle regole e spariscono dalla circolazione, come ha fatto un’insegnante che tramite mail ha avvisato la rappresentante di classe “di non cercarla”. Se poi ci aggiungiamo che la stessa politica mette in posizioni delicate come l’ASL gente che stila protocolli assurdi e che si fa negare al telefono per paura di dare spiegazioni, il risultato è uno solo:la morte della scuola. Quando un’intera classe che è venuta a contatto con un positivo viene messa in isolamento fiduciario presso la propria cameretta, senza fare un tampone, vuol dire che siamo alla frutta…. ma alla frutta marcia.

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