I valdostani di Parigi si ribellano ai tagli di bilancio fatti dalla Regione

Fine d’anno tesa tra Regione e l’Unione dei valdostani di Parigi. Sul numero di gennaio del « Bulletin de l'Union Valdôtaine de Paris » si paventa il rischio sopravvivenza delle associazioni e si parla di una Valle "senza memoria".
Un incontro tra i cugini francesi e il presidente Rollandin
Società
E’ una fine d’anno all’insegna dell’inquitudine quella che stanno attraversando le associazioni che appartengono all’Unione valdostana di Parigi. A testimoniarlo è l’editoriale del "Bulletin de l'Union Valdôtaine de Paris" n. 217  del mese di gennaio, che nell’editoriale a firma di Aldo Saluard punta il dito sui tagli al bilancio effettuati dal Governo regionale. Il rischio di "sopravvivenza" per le associazioni francesi deriverebbe dalla sottrazione di circa 9mila euro dalla quota di 30mila euro che ogni anno la Regione destina, in base alla legge regionale n. 91 del 28 dicembre1993, all’insieme di associazioni che raggruppano gli emigranti valdostani al fine di sostenere le loro manifestazioni. La somma sarà per quest’anno di 20 979 euro. "Per le 7 associaioni e il loro Comitato federale, non ci sono grandi feste da fare – si legge nell’editoriale – Ma per alcuni e per il nostro Arbre d Noel, è questione di sopravvivenza. E’ probabile che non facciamo abbastanza rumore, è probabile che le nostre azioni non siano abbastanza mediatiche. E’ vero noi abbiamo l’abitudine di lavorare senza ostentazione ma ciò che i nostri parenti hanno costruito resta sempre in piedi. Si mettono in epigrafe i 112 anni di queste associazioni e società e questo non conta ? E’ vero che noi arriviamo alla quinta e anche sesta generazione della nostra emigrazione. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore…ma molto vicini al disprezzo".

Questa stretta di vite non è piaciuta dunque ai cugini francesi che si sentono sentiti traditi dal paese natio. Il prossimo 23 gennaio 2010, giorno in cui gli amministratori regionali saranno a Parigi per la consueta festa de l’ Arbre de Noël, giunta alla 86esima edizione, forse i sorrisi dei cugini francesi saranno meno naturali, forse più di facciata, e sono loro a segnalarlo. Oltre all’editoriale infatti un lungo articolo di fondo, contenuto nel « Bulletin » ripercorre il significato storico e culturale del legame esistente tra la Valle d’Aosta e i suoi « figli » lontani fisicamente ma « vicini » col cuore. L’articolo, firmato dal redattore Didier Bourg ripercorre e analizza il rapporto costruito tra la Valle e le associazioni degli emigrati valdostani nel tempo, le azioni messe in campo, gli sviluppi e i ritorni. I toni sono decisi soprattutto in chiusura dell’articolo quanto il redattore scrive : "L’UVP (ndr. Union Valdôtaine de Paris) sarà, come è sempre stata nella sua storia, solidale con tutti i valdostani, ovunque essi vivano, poiché la memoria è fragile. Questa può morire con coloro che sono gli ultimi depositari. Un popolo dell’oblio, che si allontanasse da suoi figli esiliati, è un popolo senza anima, un popolo senza fede. Senza fede nel suo passato e senza fede nel suo avvenire". E rivolgendosi al Presidente della Regione aggiunge "Augusto Rollandin è atteso per L’Arbre de Noel dell’Unione valdostana di Parigi. Sarà comunque il benvenuto. Ma su di lui riposa la responsabilità di dare alle forze vive dell’emigrazione i mezzi per perpetrare una memoria, un impegno e un contributo essenziali all’equilibruio e al dinamismo della nostra patria comune".

 

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