Il Cpel dà il via libera alla società per azioni per i precari regionali e dice “no” alle coop.

Il Cpel ha espresso parere negativo sulla proposta del gruppo Alpe di costituire cooperative di territorio montano. Approvata anche una risoluzione per garantire la formazione del personale degli enti locali.
Una riunione dei sindaci
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Il Cpel (Consiglio permanente degli enti locali della Valle d’Aosta) dà il via libera alla società per azioni per i precari regionali: il parere favorevole al disegno di legge proposto dalla Giunta regionale per costituire una Spa che assorba i lavoratori a tempo determinato assunti dalla Regione è arrivato dall’assemblea generale di ieri, con una sola astensione. “Il provvedimento presentato dalla giunta – ha detto Domenico Chatillard, sindaco di Valtournenche e capo del dipartimento Affari istituzionali del Cpel – garantisce il mantenimento dei livelli occupazionali in un momento di crisi come quello attuale a partire dai primi mesi del 2011”.

Il Cpel ha espresso parere negativo sulla proposta del gruppo Alpe di costituire cooperative di territorio montano: “Siamo difensori delle cooperative – ha detto Chatillard – ma non rappresentano la soluzione perché non garantiscono continuità all’impiego. Le coop sono di iniziativa privata, e si rischierebbe di lasciare a piedi troppi lavoratori”. La seconda proposta è stata valutata come “interessante per realtà piccole come gli enti locali”.

Con un primo incontro informativo con il presidente della Regione Augusto Rollandin, il Cpel ha iniziato l’iter per istituire un sistema di valutazione del personale secondo la legge 22 del 2010: “Condividiamo l’impostazione della legge e la necessità di una commissione di valutazione – ha detto Elso Gerandin, presidente del Cpel-Celva – che segua i criteri della trasparenza, dell’accessibilità totale agli atti, della valutazione della performance dei dirigenti e del personale per l’applicazione del salario di risultato, cosa che finora avveniva solo nel Comune di Aosta”.

Infine, il Cpel ha approvato una risoluzione per garantire la formazione del personale degli enti locali: la Finanziaria impone anche in questo settore un taglio del 50 per cento rispetto alla spesa dello scorso anno, che ammontava a 137 mila euro. “Abbiamo chiesto ai Comuni di versare la metà di questa cifra – ha detto Gerandin – e per la restante quota interverremo garantendo la formazione interna al Celva, perché consideriamo la formazione un investimento, soprattutto se di qualità”.

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