Società

Ultima modifica: 15 Marzo 2019 14:45

Il lupo in Valle d’Aosta: predatore innocuo per l’uomo, minaccia continua per l’allevatore

Nus - In Valle d’Aosta è tornato il lupo. Oggi la specie protetta conta 32 esemplari riuniti in branchi sparsi sul territorio regionale. Giovedì sera nella sala consigliare del comune di Nus si è svolto un incontro-dibattito per approfondire le caratteristiche del predatore e capire quale strategia adottare a tutela degli allevatori.

Steve Pervier agente forestale e Christian Chioso istruttore tecnicoSteve Pervier agente forestale e Christian Chioso istruttore tecnico

Occhi gialli, testa grossa per via dello sviluppo di cranio e mandibola, una mascherina bianca intorno alla bocca e una coda di un metro e mezzo con punta nera. Sono questi i tratti distintivi del lupo che con le sue zampe, lunghe e adatte al trotto, percorre anche 45 chilometri per notte lasciando dietro di sé orme che formano una rettilinea.

Oggi è una specie protetta a livello europeo. Non può essere né cacciato né abbattuto. Non più in via di estinzione, in Valle d’Aosta se ne contano 32 esemplari suddivisi in cinque branchi principali. Un numero elevato se paragonato all’estensione territoriale della Regione.
Il dato è l’esito di una stima basata su più elementi: transetti periodici su manto nevoso, analisi genetiche che indicano come sono dislocati gli animali sul territorio, raccolta di segnalazioni attendibili, wolfhowling durante il periodo estivo e foto-trappole.

Negli ultimi anni si è registrata un’espansione del lupo su tutto l’arco alpino. In Valle d’Aosta il primo esemplare individuato risale agli anni 2005-2006 quando l’animale è stato fotografato nella zona del Mont Fallère. Da allora ci sono state segnalazioni di vario genere. Alcune false, altre preoccupanti.
Questo inverno sulle piste del Ventina due cani lupo cecoslovacchi sono stati confusi con il predatore creando falsi allarmismi. Fonti verificate hanno invece documentato la presenza di esemplari in prossimità di centri abitati. Si tratta di giovani lupi “in dispersione” che si allontanano dal branco per andare a colonizzare nuovi territori. Non potendo contare sulla forza del branco preferiscono prede più facili. Quando alimentarsi diventa un problema l’istinto cacciatore predilige ovini e caprini anziché camosci e caprioli. Rassicura il fatto che il lupo è innocuo per l’uomo e non si registrano casi di aggressione nei suoi confronti.

I lupi accrescono la biodiversità e contribuiscono al mantenimento dell’equilibrio tra preda e predatore. Ma ad aumentare, nel 2018, è stato anche il numero di ovini predati.

Oltre alle nozioni tecniche su etologia e biologia della specie, si è cercato con l’intervento dell’Assessore all’Ambiente, Risorse naturali e Corpo forestale Albert Chatrian di illustrare le soluzioni messe in campo dall’amministrazione regionale a tutela degli allevatori valdostani.

La strategia difensiva prevede una gestione più attiva degli allevamenti, con la presenza dei pastori e dei cani da guardiania, e sistemi di prevenzione passiva come recinzioni, dissuasori acustici e ottici. Gli allevatori colpiti hanno diritto a un indennizzo dell’animale predato e al rimborso delle spese di smaltimento. Indennizzo che va utilizzato per reintegrare i capi. Sono inoltre previsti assistenza tecnica gratuita e corsi di formazione per gli allevatori.

Maggiore prevenzione e più sicurezza, questa la strategia individuata. L’amministrazione si impegna a reperire risorse e comunicare con la popolazione attraverso incontri-dibattito. Così è accaduto ieri sera nella sala consigliare del comune di fronte a un pubblico di poco meno di cento persone, composto da cittadini, allevatori, animalisti e cacciatori.

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