Il messaggio pasquale del vescovo Lovignana: “rifiutiamo ogni forma di violenza”

Nel rivolgersi ai fedeli per l’imminente festività, monsignor Franco Lovignana (che di recente ha ricevuto udienza da papa Leone XIV) rilancia l’importanza di “scegliere sempre la mitezza”, in una Pasqua segnata da “guerre che si moltiplicano”.
Leone XIV e Lovignana
Società

Con le celebrazioni della Pasqua che ieri sera hanno vissuto la via crucis nella città di Aosta, è stato diffuso il messaggio che il vescovo, monsignor Franco Lovignana (che di recente ha ricevuto udienza da papa Leone XIV), rivolge ai fedeli in occasione della festività di domani, domenica 5 aprile.

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A Pasqua celebriamo la risurrezione di Gesù, vittoria di Dio sulla morte, che apre agli uomini le porte della vita immortale.

La futura risurrezione si anticipa nella vita nuova che lo Spirito Santo suscita nei battezzati. Essa consiste nell’assumere il modo di stare al mondo che fu proprio di Gesù.

In questa Pasqua, segnata da tanta violenza, da guerre che si moltiplicano, moltiplicando stragi di innocenti e inaudite sofferenze, vorrei suggerire a me e a quanti accoglieranno il mio messaggio di fare attenzione a Gesù che si consegna inerme ai suoi aguzzini.

Leggendo, Domenica delle Palme, la Passione di Matteo, abbiamo colto un particolare conservato dall’evangelista, le parole rivolte da Gesù al discepolo che vuole difenderlo con la spada: Rimetti la tua spada al suo posto… O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire? (Mt 26, 52-54).

Leone XIV ha commentato così: “Non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce […] questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra”.

Guardiamo a Gesù e imitiamolo: Imparate da me, che sono mite e umile di cuore (Mt 11, 29). Scegliamo sempre la mitezza e rifiutiamo ogni forma di violenza! Lasciamo che la forza della Pasqua prenda forma nelle nostre relazioni quotidiane.

Non abbiamo in mano le leve del potere ma possiamo immettere nella cultura presente e futura gli anticorpi necessari per sconfiggere un modo di pensare e parlare impudente e violento che genera mostri! Non abbiamo in mano le leve del potere, ma possiamo rimetterci a Dio al quale tutto è possibile (Mt 19, 26). L’impegno a vivere la mitezza si accompagni alla supplica insistente e fiduciosa verso il Signore che è misericordioso e pietoso… lento all’ira e grande nell’amore (Sal 103 [102], 8). Fare personalmente esperienza della misericordia di Dio, che sempre perdona i nostri peccati, ci apre alla benevolenza verso gli altri e a opere di pace.

Buona Pasqua!

Franco, Vescovo

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