Un appuntamento importante. I Carabinieri vivono così, da sempre, l’uscita del ‘Calendario Storico dell’Arma’ presentato questa mattina in conferenza stampa. Un appuntamento ancora più sentito visto anche il significato del quale si carica questo 2014 incombente, l’anno cioè in cui si festeggia il bicentenario della fondazione dell’Arma.
“Questo Calendario – spiega con soddisfazione il tenente Colonnello Massimiliano Rocco – ha una tiratura quest’anno di 1 milione e 300mila copie, di cui 8mila in lingue straniere, francese, inglese, spagnolo e tedesco. Un segnale di quanto i Carabinieri siano amati in Italia”. Il Calendario dell’anno a venire, oltre ad omaggiare il bicentenario della ‘Benemerita’, racconta per immagini l’ultimo cinquantennio di storia dei Carabinieri in un excursus attraverso i momenti salienti, celebrativi ma anche drammatici, e di conseguenza gli ultimi cinquant’anni di storia italiana.
Si passa infatti, sfogliando le pagine del calendario, dal disastro del Vajont alla stagione degli oltre 700 sequestri duranti gli ‘Anni di piombo’, all’innovazione tecnologica con la formazione dei RIS, ai reparti specializzati nell’ordine pubblico, passando per la lotta alla mafia, il riordino dell’arma e le missioni internazionali. Non mancano poi altre tappe significative dell’ultimo mezzo secolo, da quel 1999 nel quale sono state arruolate le prime ‘Carabiniere’ donne, all’attentato di dieci anni fa, a Nāṣiriyya, nel quale persero la vita 28 persone. La copertina del Calendario, poi, raffigura la celebre ‘Pattuglia nella Tormenta’ dello scultore Antonio Berti e che presto diventerà una vera e propria celebrazione ufficiale dell’Arma: “Questa scultura verrà riprodotta e posizionata ai Giardini del Quirinale – racconta il tenente colonnello Rocco – grazie alle donazioni di tutti i Comuni d’Italia. Piccole donazioni libere che ci sono state anche in Valle d’Aosta. Mancano infatti pochissimi Comuni valdostani per averli tutti e 74, fatto che dimostra la riconoscenza, l’affetto e lo stretto legame tra i Carabinieri ed il territorio”.
