Il sottosuolo di Aosta svela nuovi segreti: individuata anche una “chiesa gemella” della Cattedrale

Nonostante la ridotta superficie, l'area oggetto di scavo conserva e racchiude un sottosuolo denso di informazioni. Sul lato ovest della Piazza è emerso un muro, ampio e poderoso, che lascia supporre la presenza, in antico, di un edificio absidato considerevole.
scavi piazza della Cattedrale Aosta
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Gli scavi di Piazza San Giovanni XXIII stanno intrattenendo in queste settimane i tanti turisti arrivati in Valle d’Aosta. Ma la curiosità è in primis degli archeologi che stanno portando alla luce importanti informazioni sulla trasformazione della città.  Nonostante la ridotta superficie, l’area oggetto di scavo conserva e racchiude un sottosuolo denso di informazioni.

scavi piazza della Cattedrale Aosta
scavi piazza della Cattedrale Aosta

Il primo sondaggio aperto ha restituito un’area già pesantemente compromessa da grandi trincee, relative alla risistemazione della zona dopo l’abbattimento e la rimozione dei resti di Maison Chappuis, distrutta da un incendio nel gennaio del 1956. Tuttavia le indagini hanno evidenziato due testimonianze, definite dagli esperti “significative”: una considerevole piattaforma in muratura di età romana situata esattamente sull’asse mediano che divideva i due templi gemelli, collocata in prossimità del grande podio che separava verso sud la terrazza sacra più alta e la platea forense più bassa, in quella che è oggi piazza Caveri. Secondo le ipotesi formulate, la piattaforma potrebbe essere base di un monumento onorario-celebrativo in una posizione chiave del Foro di età imperiale romana. E’ inoltre venuto alla luce un orecchio bronzeo di dimensioni leggermente maggiori del vero che, in base alle prime considerazioni stilistiche, si ritiene appartenesse ad una statua dell’imperatore Ottaviano Augusto o, comunque, ad un membro della dinastia giulio-claudia.

Il settore di indagine ha permesso inoltre l’individuazione della base di una fossa per la fusione delle campane, verosimilmente ascrivibile ai grandi cantieri attivi tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo.

Nello scavo sul lato est della piazza, su via Monseigneur de Sales, “dove vi era una posizione strategica di collegamento tra la terrazza sacra, il Criptoportico e il dispositivo scalare che immetteva nel porticato orientale della platea bassa” sono stati portati alla luce i resti di una strada con muro di contenimento, canaletta e piano battuto realizzata dove prima sorgeva un vigneto di cui si sono individuate le buche. Sotto quest’ultimo sono affiorate alcune sepolture presumibilmente attribuibili al cimitero della Cattedrale utilizzato tra XIV e XV secolo.

“Quest’area risulta molto importante in quanto negli anni ’80, poco più a nord, nei pressi dell’angolo della Cattedrale, l’archeologa Rosanna Mollo scoprì il grande vano terminale del criptoportico,   – spiega una nota della Regione – corrispondente all’accesso monumentale alle gallerie sul lato est. Inoltre, poco più a ovest, l’archeologa Patrizia Framarin nei primi anni 2000 mise in luce un altro vano finemente mosaicato interpretabile, anche in virtù dell’evidente posizione centrale, come possibile sede dei sacerdoti Augustali deputati alla cura del culto augusteo”.

Ma è l’ultimo scavo, quello a ovest, nella stradina che collega la piazza a via Croce di Città, a restituire, forse, le novità più rilevanti. Ad appena 30 centimetri dall’attuale piano di calpestio, è emerso un muro la cui estremità orientale presenta un interessante andamento semicircolare rivelatosi, dopo una più accurata pulitura, poligonale. Verso ovest il muro, ampio e poderoso, prosegue rettilineo lasciando supporre la presenza, in antico, di un edificio considerevole.

Fra le ipotesi formulate dagli studiosi c’è quella che vedrebbe in questo edificio absidato una chiesa “gemella” della Cattedrale di epoca altomedievale.

scavi piazza della Cattedrale Aosta
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“Solo lo scavo archeologico potrebbe permettere di ricostruire scientificamente lo sviluppo di questo strategico settore cittadino fornendo notizie anche per quell’epoca solitamente sfrangiata e poco nota qual è l’età tardoantica”.

Per gli archeologi e gli storici “vi sono tutte le condizioni per cui questo settore potrebbe fornire testimonianze architettoniche e materiali fondamentali per una ricostruzione scientifica dell’aspetto generale, delle componenti e delle caratteristiche decorative di questo cruciale ambito urbano, dove il monumentale Foro romano è stato “sostituito” dal principale spazio religioso aostano, sulle cui pertinenze, tuttavia, ancora oggi non si possiedono tutte le informazioni”.

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