In Valle d’Aosta è alta la concentrazione di persone, con alti livelli di colesterolo, che sono a rischio cardiovascolare: su cento individui ipercolesterolemici 86 hanno un alto rischio cardiovascolare perché hanno anche altri due o più fattori di rischio (ipertensione, diabete, problemi cardiaci, obesità, fumo). Il 97% dei soggetti con alti livelli di colesterolo sanno che, se non curati, possono andare incontro a rischi per la salute, il 47% conosce i propri valori, il 68% non prende farmaci specifici, il 42% di chi segue una terapia è ‘indisciplinato’ cioé non lo fa correttamente.
Sono alcuni dei dati diffusi da un’indagine della Gfk-Eurisko, presentata nei giorni scorsi a Roma dalla quale si evince che nella nostra regione 12 persone su 100 hanno i livelli di colesterolo nel sangue troppo elevati. I numeri parlano di un fenomeno ben diffuso in Valle e disegnano un quadro che invita alla riflessione e alla prevenzione: azioni queste che attraverso varie iniziative sono state avviate sul territorio regionale dall’USL in collaborazione con l’Assessorato regionale alla Sanità, Salute e politiche sociali.
Su 100 valdostani con alti livelli di colesterolo e un alto rischio cardiovascolare, 56, pur curandosi, non raggiungono l’obiettivo terapeutico. Ad aggravare la situazione si ci mette poi anche il fatto che spesso i pazienti non seguono le diete prescritte: al 79% è stata prescritta un’alimentazione controllata, ma solo il 25% la segue. Al primo posto degli alimenti ai quali si fa più fatica a rinunciare ci sono i dolci e i gelati, poi vengono i formaggi, pane a pasta al terzo posto, al quarto ci sono i salumi seguiti dalle carni rosse e quelle di maiale, i fritti.
