Ingroia lascia la magistratura “si chiude una porta e si apre un portone”

Il sostituto procuratore Antonio Ingroia ha consegnato le chiavi dell’ufficio e firmato le proprie dimissioni. “Una giornata piena di emozioni – ha commentato – C’è amarezza per il trattamento ricevuto dal Csm dopo 20 anni di attività e sacrifici”.
Antonio Ingroia ad Aosta
Società

“Amarezza per il trattamento che mi è stato riservato dal Csm dopo 25 anni di carriera dedicati alla magistratura”. E’ il primo commento del sostituto procuratore Antonio Ingroia giunto di fronte alla procura di Aosta questa mattina intorno alle ore 10,20 per dare il proprio saluto alla magistratura. Circondato da giornalisti, Ingroia ha evidenziato come quella di oggi sia “una giornata piena di sentimenti ed emozioni, sia che io guardi avanti che indietro. Comunque si chiude una porta ed un capitolo della mia vita e si apre un portone!”. 

Svesto la toga da magistrato per le stesse ragioni per cui l’ho messa – ha aggiunto – lasciarla mi è costato molto, è stata una decisione sofferta e travagliata perché vi ho dedicato tutta la vita”. ‘C’e’ un po’ di amarezza – ha continuato – perché non ho avuto riconoscimenti per il lavoro fatto, 25 anni dedicati allo Stato senza risparmiare nulla, energie, rischi personali, sacrifici della vita privata. La politica è stata ingenerosa verso di me. Io mi sento ancora magistrato e continuerò a fare quello che ho sempre fatto, anche se con un’altra veste: difendere la costituzione dagli attacchi cui è sottoposta”. “Sono consapevole che la magistratura non sia capace di affrontare da sola compiti difficili e l’unica chance per tutti è avere una politica diversa”.

Sulla vicenda del trasferimento ad Aosta il sostituto procuratore Antonio Ingroia ha aggiunto “da circa una settimana ho capito che il Tar non voleva prendere una decisione in merito sulla mia situazione con un rinvio previsto dell’udienza al 2014 inoltrato”. “Sono amareggiato, il Csm ha dato atto ad un provvedimento ingiusto, illegittimo e punitivo”.

Ingroia è poi salito al secondo piano del Palazzo di Giustizia, dove si trova la Procura, per un incontro con il procuratore capo di Aosta, Marilinda Mineccia, cui ha consegnato le chiavi dell’ufficio di cui aveva preso possesso il 15 maggio scorso. Un gesto celebrato sotto i flash e le telecamere della stampa presente. In cambio dalla Mineccia ha avuto in omaggio un cd musicale “Rarità” di Bollato e Perrino, con brani dell’800 “A dimostrare – ha detto il procuratore capo di Aosta – che sull’arte l’Italia è unita da Nord a Sud e che al di là della politica e della costituzione si sono anche altre cose”. Ingroia si è poi soffermato in Procura per un giro di saluti all’interno degli uffici, mai frequentati, e per un saluto al presidente del tribunale di Aosta Massimo Scuffi.
Fuori dalla Procura oggi nessun sostenitore come la scorsa volta, solo una sostenitrice che ha voluto farsi autografare due libri dopo aver atteso Ingroia per un’ora e mezza.

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