“Io mangio valdostano”: cresce l’adesione degli enti

Bilancio positivo di Gerandin sul progetto. Rispetto alle polemiche “Sono casi isolati cui è stata data troppa enfasi, i bambini sono entusiasti”. Cresce la diffusione dei prodotti locali sulle tavole degli enti locali.
Elso Gerandin - Presidente Celva
Società

"E’ un progetto che funziona, che fin dall’inizio ha raccolto la soddisfazione dei bambini ed è cresciuto in adesioni e che potrà in prospettiva rilanciare le produzioni agroalimentari locali". E’ in estrema sintesi il commento del presidente del Celva, Elso Gerandin, dopo sei mesi dall’avvio del progetto “Io mangio valdostano”, attivato in collaborazione con gli Assessorati regionali Istruzione e cultura e Agricoltura e risorse naturali, con l’AREV e con la Coldiretti, che ha previsto in forma sperimentale la preparazione dei pasti serviti nelle scuole valdostane, con prodotti agricoli e agroalimentari regionali e, per una volta a settimana, un menù stagionale con prodotti tipici: crespelle alla valdostana, seuppa alla valpellinentze, favò…

"Io mangio valdostano – ha ricordato Gerandin, nel fornire i dati del progetto – promuove un nuovo modello alimentare, più attento alla qualità, a tutela dell’ambiente e capace di valorizzare la nostra cultura per riavvicinare le nuove generazioni alla cultura culinaria e alle tradizioni valdostane, educando i bambini alla diversità del gusto”. Verificato anche il fatto che i costi per il consumo di prodotti locali non hanno portato ad aumenti del servizio, in prospettiva le adesioni cresceranno per il presidente del Celva. Dal monitoraggio condotto su due Comuni pilota per il trimestre novembre-gennaio è risultato infatti che la variazione di costo trimestrale medio a pasto si aggira al massimo sull’1%.

I dati generali del monitoraggio condotto dal Celva evidenziano poi un aumento dell’utilizzo dei prodotti valdostani non presenti prima sulle tavole dei servizi di ristorazione degli enti locali. “Il potenziale del progetto è molto elevato – ha detto Gerandin – se il menù venisse adottato da tutti gli enti arriveremmo a circa 6000 pasti erogati al giorno”. Il doppio rispetto ai pasti erogati ad oggi. Gli enti che ad oggi hanno aderito sono 61, pari al 77% e quelli che non hanno aderito sono il 23%. “Spesso sono enti che non hanno un servizio mensa comunale gestito direttamente, oppure Comuni il cui servizio è legato alla Comunità Montana”.

E la soddisfazione di bambini e genitori? Le polemiche rispetto ai Menù non sono mancate, soprattutto da alcune famiglie del Comune di Quart, questione arrivata ad essere affrontata in Consiglio comunale. “Dati i numeri coinvolti – ha spiegato Gerandin – qualche piccola polemica è fisiologica, ma i Menù sono stati condivisi da tutta la rete, compreso il servizio igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Usl. E’ probabile che qualche piccolo errore nella preparazione delle ricette ci sia, e su questo andremo ad intervenire, ma sono piccole polemiche alle quali è stata data un’enfasi eccessiva. I bambini sono soddisfatti, soprattutto grazie ai laboratori didattici attivati, loro sono i primi ambasciatori”.

Il progetto ora si allarga anche al target anziani. Le Comunità montane Evançon e Gran Paradis, sono le prime ad essersi attivate in questo senso. In particolare per la Evançon , dove il progetto toccherà 250 utenti in microcomunità, (100 per la CM Gran Paradis) è in fase di definizione il servizio che è stato messo a gara con una base d’asta di 1 milione e 900mila euro per un periodo di 3 anni + 1.
Qui saranno erogati pasti a base di prodotti valdostani sette giorni su sette. Sono state presentate ad oggi sei domande.

 

 

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