Nel giardino della nonna di Nicolò Rivetti, tra attrezzi improvvisati, segatura e sogni troppo grandi per restare chiusi in un cortile di provincia, è nato Khion, il progetto di tre ragazzi – Angelo Vecchi, Simone Drelli e Nicolò Rivetti – uniti dalla stessa ossessione per la montagna e dalla voglia di trasformare una passione in qualcosa di concreto.
“L’idea prende forma per la prima volta nel 2020, quando tra chiacchiere e discese condivise inizia a farsi strada il desiderio di creare qualcosa di proprio – racconta Nicolò -. Ma è nel 2022 che il progetto diventa reale, con i primi prototipi costruiti davvero e la decisione di dare un nome e un’identità a quel sogno che fino a poco prima ci sembrava lontano“.
All’inizio c’erano solo appunti, tentativi, errori e una grande determinazione. Poi sono arrivati lo studio dei materiali, le prove tecniche e le giornate passate a capire come trasformare un’idea in uno sci capace di lasciare il segno sulla neve.

Nel laboratorio dei tre aostani non si fabbricano prodotti, ma si mettono a terra progetti: nessuno sci o snowboard è uno stampato in serie, ogni sci nasce da un lavoro di intarsio, da incastri precisi tra materiali e legno, tra diverse essenze scelte e combinate con attenzione, in un equilibrio delicato che richiede pazienza, competenza e sensibilità artigianale.
È una strana alchimia quella che tiene insieme Khion, fatta di qualità dei materiali, tecniche affinate con il tempo, passione autentica e una profonda voglia di fare le cose bene, senza scorciatoie, mantenendo un approccio artigianale che rende ogni pezzo unico. Angelo porta l’attenzione meticolosa ai dettagli, Simone l’ingegno tecnico e la ricerca di soluzioni innovative, Nicolò la visione e l’energia di chi riesce a vedere lontano.
E insieme hanno trasformato un’idea nata quasi per gioco in un progetto concreto che cresce stagione dopo stagione. Oggi sognano in grande e lo dicono quasi in coro: “Vogliamo far diventare Khion un lavoro a tempo pieno, produrre sci di qualità capaci di competere con marchi affermati senza perdere l’anima con cui tutto è iniziato. Continuando a sperimentare, a migliorare ogni incastro, ogni fibra, ogni curva”.

I tre espongono le loro creazioni alla Fiera di Sant’Orso e cambiano laboratorio per potersi spostare in uno spazio più grande, che permetta loro di esprimersi al meglio. Ma lo fanno sempre con la consapevolezza che non tutto arriva subito e che, a immagine e somiglianza delle loro creazioni, anche la loro strada debba essere percorsa con basi e idee solide: “Non vogliamo fare le cose in fretta e di fretta, vogliamo che questo percorso sia serio e possa permetterci di vivere di questa bellissima pazzia che sta diventando realtà. Quello che vogliamo non è solo creare progetti di qualità, ma farlo anche in collaborazione con persone che credono nel nostro lavoro, per questo abbiamo avviato alcune sinergie con amici e professionisti che disegnano per noi delle tavole e degli sci. L’ultima è quella fatta da Noemi Parisi che gestisce il Grindology Store di via Tourneuve. Con lei, quasi per scherzo e per sbaglio, abbiamo dato vita a una delle tavole più belle che abbiamo ora in laboratorio e vorremmo continuare su questa strada“.
Il successo di Khion non percorre solo i binari dello studio e dell’amore per le cose fatte bene, ma anche quelli della convinzione che anche da un giardino possa partire un’avventura imprenditoriale capace di tracciare linee ambiziose sulla neve e di dimostrare che quando tecnica, materiali e passione si incontrano davvero, il risultato può andare ben oltre le aspettative.
