La Désarpa a Valtournenche: in 1600 hanno assistito alla discesa dei 400 capi

La Dèsarpa rimane una tradizione viva e sentita dagli abitanti delle valli. A Valtournenche turisti e residenti hanno regalato il successo alla manifestazione. Ai piedi della Gran Becca. Sono stati 400 i capi scesi vestiti a festa .
Désarpa a Valtournenche
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La Désarpa che a Valtournenche è stata protagonista nel week end appena chiuso ha raccolto l'ennesimo successo. Le mandrie sono scense a valle lungo i 12 kilometri di che da Breuil-Cervinia portano a Maen, dove si è concentrata la festa e dove turisti e residenti hanno pranzato e poi danzato. I numeri parlano di 1600 persone accolte dai volontari del Coer di Votornentze. Ad anticipare lo scampanellio dei campanacci delle bovine adornate a festa, sono stati i gruppi folkloristici, le Guide Alpine, i maestri di sci, le associazioni di categoria e volontariato locali e il gruppo di majorettes. Oltre 400 i capi che scampanellando hanno attreversato il villaggio insieme ai mandriani.

A testimoniare la forza di una tradizione che è ancora viva, forte e sentita dalle gente delle valli sono le testimonianze raccolte durante la manifestazione: “E’ una vita che faccio la désarpa – racconta Katia Parleaz dell’alpeggio Bardoney – mi piace tantissimo ed è una manifestazione da mantenere perché dopo un’estate di duro lavoro ci piace scendere a valle a festeggiare. Sono otto anni che la organizza il comune di Valtournenche, ma già prima prima scendevamo a valle per la transumanza con mio papà Fiorenzo che proprio quest’anno ci ha lasciato. Praticamente sono nata in alpeggio. E’ da quando sono piccola che vivo a contatto con gli animali nella natura; continuare il lavoro dei miei parenti è innanzi tutto passione, continua Parleaz, ma alla difficoltà del nostro lavoro si aggiungono in questi ultimi anni quelle del ritardo dei contributi e per noi agricoltori è dura”.

Jean Antoine Maquignaz degli alpeggi Gorpeille, Maberdze e Mont de l’Eura è sceso a valle con 160 capi. E’ il più giovane allevatore della zona e ha scelto di mantenere l’attività del nonno.“Questo – dice Maquignaz – per noi è il giorno più bello dell’anno; la désarpa è una manifestazione molto importante, perché tiene vive le nostre tradizioni. Sopravvivamo nonostante le difficoltà che ci sono adesso in agricoltura e speriamo che i politici e soprattutto l’Europa ci diano una mano perché gli aiuti esistono ma arrivano con molto ritardo. Tutto sommato la stagione estiva è andata abbastanza bene, continua Maquignaz, un po’ secco ma ce la siamo cavata. Adesso ci spostiamo a Crepin dove passeremo l’inverno con i  nostri 20 capi”.

 

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