La Diocesi è pronta all’accorpamento delle parrocchie. Lovignana: “Unire le forze per vivere”

A spiegarlo il vescovo di Aosta, monsignor Franco Lovignana, introducendo la Lettera pastorale. La proposta di accorpamento del consiglio dei vicari prevede che le 93 parrocchie valdostane vengano racchiuse in 32 unità parrocchiali.
Da sx: il vicario generale don Fabio Brédy, il vescovo Franco Lovignana e Fabrizio Favre
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“L’anno pastorale lo poniamo sotto immagine di un cantiere e di un cammino, che si svolge su un binario perché sono due realtà che come Chiesa diocesana ci toccano da vicino”. Così il vescovo di Aosta, monsignor Franco Lovignana, introduce la Lettera pastorale, dal titolo Percorso sinodale e unità parrocchiale.

Lettera che, assieme agli orientamenti pastorali, arriva in un momento delicato per la Diocesi. Un momento con una trasformazione alle porte sulla quale rassicurare e fare chiarezza. Sulla quale la necessità è quella di ascoltare e spiegare.

Le unità parrocchiali

In vista – gli incontri per illustrare le proposte prenderanno il via ad ottobre – le unità parrocchiali che fanno bella mostra di sé nel titolo della Lettera pastorale del vescovo. E che lui stesso illustra: “La prima realtà è la riorganizzazione territoriale della Diocesi in unità parrocchiali – spiega Lovignana -, un cambiamento del riferimento territoriale. Finora abbiamo ragionato per singola parrocchia, ne abbiamo 93 in Valle, che si sono costituite nel corso di una storia anche molto recente. D’ora in poi il riferimento non sarà più la singola parrocchia ma due o più, dipendentemente dai territori”.

Nel dettaglio, prosegue il vescovo di Aosta, “l’unità parrocchiale è l’accorpamento di alcune parrocchie insieme, con un unico parrocco, e che convergeranno su un centro che a volte sarà anche fisico: una casa parrocchiale, una chiesa parrocchiale che diventerà quella principale e nella quale si concentrano alcune celebrazioni importanti dell’anno e le iniziative di formazione e di incontro. A volte questo centro potrà essere anche plurimo”.

Un cambio sostanziale sul quale Lovignana cerca di fare chiarezza: “Nella Lettera insisto – dice -: non bisogna avere paura di questa riorganizzazione. Tante persone, anche se ne parliamo da tre anni, possono rimanere un po’ sconcertate e preoccupate. Ciò che stiamo cercando di realizzare non vuole mortificare nessuno, non vogliamo spegnere nessuna realtà ma fare proprio il contrario. Soprattutto nelle comunità più piccole che vedo man mano spegnersi, quasi implodere su se stesse. Se non facciamo nulla moriranno proprio. Dobbiamo unire le forze per vivere anche se non possiamo più avere un parrocco in ogni singola parrocchia, o mantenere ogni singola attività. Se tutto si riduce a 10, 12, 15 persone che tipo di attività possiamo fare? Magari c’è un solo bambino a fare catechismo”.

E ancora: “Questa è la realtà – prosegue il vescovo -. Cerchiamo di ripartire mettendo insieme le forze per essere in grado di rispondere ai compiti fondamentali della vita ecclesiale sul territorio e accompagnare la vita dei credenti. Una rete di comunione tra le persone. Oggi non si può essere cristiani da soli, il mondo è aggressivo nei confronti del Vangelo. Dobbiamo costruire una rete nella pratica e nella fedeltà nel Vangelo di Gesù Cristo”.

La proposta di accorpamento delle parrocchie

Monsignor Franco Lovignana, vescovo di Aosta
Monsignor Franco Lovignana, vescovo di Aosta

La proposta di accorpamento elaborata dal consiglio dei vicari prevede che le 93 parrocchie valdostane vengano racchiuse in 32 unità parrocchiali. Proposta che sarà sottoposta alle riunioni zonali ad ottobre e, in seguito, ai consigli pastorali e alle comunità e che non evidenzia – al momento – possibili fusioni di parrocchie che insistono su uno stesso comune.

Nel dettaglio, la proposta, divisa in cinque zone, prevede:

Zona I

19 parrocchie – 6 unità parrocchiali

  1. Courmayeur, Entrèves, La Thuile e Pré-Saint-Didier (4.500 abitanti circa in totale)
  2. Derby, La Salle e Morgex (4.200 abitanti circa)
  3. Arvier, Avise e Valgrisenche (1.350 abitanti circa)
  4. Villeneuve, Introd, Valsavarenche, Rhêmes-Saint-Georges e Rhêmes-Notre-Dame (2.350 abitanti circa)
  5. Saint-Pierre e Saint-Nicolas (3.600 abitanti circa)
  6. Aymavilles e Cogne (3.450 abitanti circa)

Zona II

21 parrocchie + 1 (Sant’Anselmo) – 7 unità parrocchiali

  1. Charvensod, Gressan, Jovençan e Pollein (8.000 abitanti circa)
  2. Sarre e Chesallet (4.800 abitanti circa)
  3. Excenex, Signayes e Gignod (3.000 abitanti circa)
  4. Étroubles, Saint-Oyen, Saint-Rhémy e Bosses (1.000 abitanti circa) + monastero
  5. Valpelline, Ollomont, Oyace e Bionaz (1.000 abitanti circa)
  6. Doues, Allein e Roisan (1.700 abitanti circa)
  7. Saint-Christophe e Sant’Anslemo (5.500 abitanti circa)

Zona III

7 parrocchie – 1 (Sant’Anselmo) – 4 unità parrocchiali

  1. Sant’Orso e Porossan (7.850 abitanti circa)
  2. Cattedrale e Saint-Étienne (6.800 abitanti circa)
  3. Immacolata (7.900 abitanti circa)
  4. Saint-Martin (7.600 abitanti circa)

Zona IV

22 parrocchie – 1 (Saint-Germain) – 7 unità parrocchiali

  1. Quart e Ville-sur-Nus (4.100 abitanti circa) + monastero
  2. Brissogne, Fénis e Saint-Marcel (4.050 abitanti circa)
  3. Diémoz, Nus, Saint-Barthélemy e Verrayes (4.300 abitanti circa)
  4. Chambave, Châtillon, Pontey e Saint-Denis (6.600 abitanti circa)
  5. Saint-Vincent e Emarèse (4.800 abitanti circa)
  6. Antey-Saint-André, Chamois, La Madgeleine e Torgnon (1.300 abitanti circa)
  7. Breuil e Cervinia (2.250 abitanti circa)

Zona V

24 parrocchie + 1 (Saint-Germain) – 8 unità parrocchiali

  1. Champdepraz, Montjovet e Saint-Germain (2.450 abitanti circa)
  2. Arnad, Issogne e Verrès (5.150 abitanti circa)
  3. Brusson, Challand-Saint-Anselme e Challand-Saint-Victor (2.150 abitanti circa)
  4. Antagnod e Champoluc (1.400 abitanti circa)
  5. Bard, Champorcher, Hône e Pontboset (1.800 abitanti circa)
  6. Donnas, Perloz, Pont-Saint-Martin e Vert (6.450 abitanti circa)
  7. Fontainemore, Gaby, Issime e Lillianes (1.400 abitanti circa)
  8. Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean (1.130 abitanti circa)

I “cantieri” della Lettera

Il senso stesso di “cantiere” rende l’idea del contenuto della Lettera pastorale del vescovo. “Il secondo cantiere è quello del Percorso sinodale. Le diocesi si sono date il periodo dal 2021 al 2025 come momento di ripensamento della propria pastorale. La prima fase è quella in cui ci si vuole ascoltare. Poi la fase sapienziale di discernimento nel 2024 e quella profetica nel 2025 in cui verranno operate alcune scelte pastorali da portare avanti nella seconda parte del decennio: fino al 2030”.

“Siamo nel secondo anno – dice sempre Lovignana -, la fase di ascolto in piccoli gruppi, consigli pastorali o assemblee parrocchiali, per verificare il coinvolgimento di tutti i soggetti ecclesiali nella vita della Chiesa. Chiediamoci: siamo capaci di coinvolgere tutti quelli che partecipano alla vita comunitaria?”.

“Il terzo cantiere, secondo me quello più importante, è l’ascolto soprattutto di quei mondi che normalmente non interloquiscono troppo con Chiesa – chiude il vescovo -. O perché non c’è interesse reciproco, o perché restano silenziosi. Ma restano comunque inascoltati. L’invito ricevuto e che raccogliamo con forza è quello di ascoltare”.

4 risposte

  1. Accorpamento tristemente necessario, manca la materia prima. Volevo comunque dire che “Breuil e Cervinia” mi ha immediatamente restituito un po’ di buonumore. Grazie LV.

    1. Contento di averla fatta sorridere, ma ho semplicemente copiato quanto scritto sull’allegato alla Lettera pastorale consegnataci in conferenza stampa. Evidentemente ci sono due parrocchie a stretto giro a Cervinia e la Diocesi le identifica in questa maniera. Ammetto, però, che non sono un grande esperto in materia. Anzi.

      Saluti,
      LV.

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