La percezione sociale e la memoria storica dei rischi naturali al centro di un progetto interreg

Qual è la memoria che i cittadini conservano delle catastrofi naturali? Qual è la loro percezione dei diversi rischi? E ancora quali sono le loro reazioni di fronte ad avvenimenti naturali eccezionali? A queste domande...
Società

Qual è la memoria che i cittadini conservano delle catastrofi naturali?
Qual è la loro percezione dei diversi rischi?
E ancora quali sono le loro reazioni di fronte ad avvenimenti naturali eccezionali?
A queste domande ha cercato di rispondere il progetto interreg III A ?La gestione sociale dei rischi naturali? promosso dall’Assessorato regionale del Territorio, Ambiente e Opere pubbliche e dall’Università Pierre Mendès di Grenoble.
Il progetto, che è stato presentato ieri mattina agli organi di stampa, si pone l’obiettivo di aumentare il grado di coscienza delle popolazioni interessate e contribuire ad elaborare politiche comuni, da parte delle istituzioni pubbliche, per far fronte ad avvenimenti eccezionali.
Due i tipi di ricerca, condotti dal progetto, nei comuni della valle del Lys e nei comuni di Donnas e Pont-Saint-Martin: una ricerca storica fra gli atti notarilii, i registri dei comuni, i catasti per capire quali erano le pratiche di ricostruzione e protezione del territorio dopo una catastrofe naturale e un’indagine sociopsicologica, condotta nel mese di giugno su di un campione di 407 persone maggiorenni, per indagare il grado di percezione dei diversi rischi e tracciare una mappa degli episodi presenti nella memoria degli abitanti della zona.
I risultati dell’indagine, in fase di elaborazione, hanno fino ad ora messo in evidenza come tra i rischi maggiormente percepiti dagli abitanti dei comuni intervistati figuri al primo posto l’alluvione con frane e smottamenti mentre all’ultimo gradino il rischio di subire uno scippo.
?Il progetto – ha sottolineato l’Assessore all’Ambiente Alberto Cerise – va anche nel senso di ristabilire il rapporto fra territorio e cittadini, insegnare nuovamente alle persone a riconoscere i segnali che l’ambiente lancia.
Purtroppo in un territorio come il nostro bisogna convivere con una certa realtà di rischio.
La ricostruzione dal punto di vista storico ci consente di avere maggiore lucidità e consapevolezza su quelli che sono i rischi idrogeologici e di affrontare l’eventuale insorgere di questi, recuperando quei codici comportamentali che rendono protagonisti i cittadini del territorio stesso.?

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