L’appello del Csv ai candidati alle politiche: potenziare il Terzo settore e valorizzare i volontari

L’esigenza di semplificare le procedure coprogrammazione e co-progettazione ed il riconoscimento del ruolo formativo del volontariato e del servizio civile. Queste le richieste del mondo del volontariato e dei Csv ai candidati al Parlamento italiano.
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Arricchire il dibattito pre-elettorale con le proposte strategiche di potenziamento del Terzo Settore e di valorizzazione dell’azione dei volontari affinché l’Italia e la Valle d’Aosta diventino luoghi e contesti sempre più inclusivi, solidali e sostenibili.

È questo lo spirito con cui il presidente del Csv Claudio Latino ha inviato a tutti i candidati in Valle d’Aosta alle elezioni politiche del 25 settembre prossimo una lettera contenente l’agenda con le priorità individuate dal Csv stesso elaborate in sinergia con il Coordinamento nazionale dei centri di servizio per il Volontariato Csvnet.

In Italia i 48 Csv che operano su scala regionale, interprovinciale o provinciale associano, direttamente o indirettamente, circa 30mila organizzazioni di Terzo Settore e supportano quasi 50mila organizzazioni non profit, coinvolgendo nelle loro attività oltre 800 addetti e più di 100mila volontari. In Valle d’Aosta è attivo un unico Csv che aggrega grossomodo la metà delle circa 200 tra organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale iscritte al Registro unico.

Un piccolo “esercito” di professionisti, volontari, dirigenti che si sono spesi in prima persona, anche ampliando le attività della loro organizzazione, per far fronte a due grandi emergenze sociali che hanno profondamente toccato le diverse comunità come la pandemia e la guerra in Ucraina.

Per questo tra le priorità individuate vi è la necessita di dotare i Csv di risorse adeguate invertendo la tendenza al sottofinanziamento del sistema che si è registrato negli ultimi anni. Per i Csv è urgente, inoltre, il completamento del processo di attuazione del Codice del Terzo settore senza cui molte esperienze di impegno civico rischiano di scomparire.

L’esigenza di semplificazione delle procedure per gli accordi di coprogrammazione e co-progettazione tra gli enti pubblici e le organizzazioni del Terzo Settore così come il riconoscimento del ruolo formativo del volontariato e del servizio civile rientrano a pieno titolo nelle richieste inserite nell’appello diffuso dal mondo del volontariato e dei Csv ai candidati al Parlamento italiano.

La tenuta di una comunità è direttamente collegata anche al grado attività e partecipazione dei cittadini alla vita comunitaria e alla presenza di volontari impegnati nei contesti più difficili, a contatto con persone fragili e a rischio di esclusione – si legga nella nota del Csv –. Perché il volontariato possa proseguire questo importante lavoro di coesione è necessario però che sia agevolato il ricambio generazionale dei volontari in primis e che sia ulteriormente rafforzata la parità di genere nel Terzo Settore.

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