Le fontine protagoniste di un convegno, lontano dalle aule giudiziarie

A Saint Vincent organizzata una serata intitolata “Io sono le fontine” per l’accento sulle qualità gastronomiche del formaggio simbolo della Valle. Isabellon: “La stragrande maggioranza dei produttori non prende scorciatoie”.
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A ridosso del concorso annuale dedicato alle fontine d’alpeggio, svoltosi pochi giorni fa, si torna nuovamente a parlare del celebre formaggio, la cui immagine è stata offuscata, recentemente, dalle vicissitudini giudiziarie che hanno investito il settore zootecnico valdostano. L’assessorato regionale all’Agricoltura e l’assessorato regionale al Turismo hanno organizzato il convegno “Io sono le fontine”, titolo che non è dovuto ad un errore di battitura, quanto al desiderio di evidenziare la pluralità delle fontine a dispetto della comune denominazione. Erano presenti anche diversi studenti dell’Istituto Alberghiero regionale e quattro chef scelti tra i più giovani e promettenti delle regioni del Nord-Ovest. Sono stati questi ultimi a preparare la cena conclusiva, composta da ricette originali preparate con i formaggi vincitori del concorso Fontine d’alpage.

Nonostante la mobilitazione di esperti e ospiti illustri, il convegno non è servito, di fatto, a presentare delle nuove iniziative, e neppure a creare le premesse per nuove azioni promozionali e strategiche, come solitamente avviene. I relatori, piuttosto, hanno ricoperto di elogi il comparto dei produttori di fontina, artefice di un prodotto che rappresenta più di ogni altro la nostra regione al di là delle colonne d’Ercole di Pont Saint Martin.  Il duro lavoro dei montagnards, la varietà delle fontine, i sapori dei pascoli in alpeggio, questi gli argomenti maggiormente discussi nel corso della serata. Non sono mancate però delle considerazioni più generali riguardo alla crisi economica globale. La parola maggiormente utilizzata è stata “qualità”, unico antidoto, a detta di tutti, contro il rischio di disaffezione da parte dei consumatori afflitti dall’esigenza di stringere i cordoni della borsa.

L’inchiesta giudiziaria in corso, riguardante i vertici della zootecnia valdostana non è stata evocata se non da lontano. E’ toccato all’assessore all’Agricoltura, Giuseppe Isabellon, tirare in ballo il tema più scomodo, deliberatamente lasciato a margine di un convegno concepito per tessere l’elogio del re dei formaggi valdostani. “Dobbiamo parlare anche delle situazioni spiacevoli e degli incidenti di percorso, ma senza sparare nel mucchio” ha affermato. “La stragrande maggioranza dei produttori di fontina ha alle spalle una tradizione di lavoro onesto, e non prende scorciatoie. Grazie alle garanzie offerte dalla rintracciabilità delle forme di fontina – ha concluso – si possono effettuare attente verifiche, e, se è il caso, isolare e circoscrivere le situazioni problematiche”.

 

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