È arrivato l’ultimo giorno da stagista e il ritorno a scuola è ormai alle porte. Dopo questa esperienza posso trarne solo aspetti positivi, con l’unico rimpianto di aver trascorso qui un periodo così breve. Il giornalismo e la scrittura, in realtà, non sono mai rientrati tra le mie passioni, eppure, grazie a queste tre settimane, ho scoperto di amare questo mondo e tutto ciò che gli ruota attorno.
Fin dai primi giorni mi è stato subito permesso di entrare nel ritmo: scrivere articoli, seguire eventi, partecipare a progetti e mettere in gioco la mia creatività. Ho seguito conferenze stampa, presentazioni e realizzato dei lavori di grafica (di cui ho sviluppato una vera passione). Grazie a tutte le attività e i lavoretti a me assegnati, non c’è mai stato spazio per la noia o per le giornate vuote (soprattutto perché William appena mi vede un po’ troppo rilassata trova subito qualcosa da farmi fare).
Non capita tutti i giorni di sentirsi a proprio agio fin da subito in un ambiente nuovo, soprattutto quando non si ha esperienza né la minima idea di cosa ci sia da fare. Qui ad AostaSera, invece, non mi sono mai sentita fuori posto. Fin dall’inizio sono stata coinvolta, invitata alle riunioni e persino messa nelle condizioni di realizzare in autonomia un’intervista e un articolo sul tema della Giornata internazionale delle donne, dandomi la possibilità di dare voce alle mie idee e a quelle delle altre ragazze della mia generazione.
È ammirevole sopratutto la loro attenzione nel trovare sempre il tempo, in mezzo a tutto il lavoro, per guidarmi in questa esperienza e insegnarmi qualcosa di nuovo ogni giorno, senza pressione o stress. Soltanto consigli utili su come migliorare.
Da persona completamente introversa e asociale, sono partita con negatività ancora prima di cominciare, pensando che mi sarei annoiata, trovata male in mezzo ai colleghi e che non sarei stata inclusa nelle loro attività essendo una stagista. Per mia fortuna, non potevo avere più torto di così. La parte più bella di questa esperienza, infatti, è stata sicuramente l’accoglienza che ho ricevuto fin da subito, che non mi ha lasciato spazio per sentirmi a disagio (come al mio solito) e che ha reso le giornate trascorse qui ricche di risate e serenità.
La parte che mi mancherà di più è sicuramente la quotidianità con le persone che mi hanno tenuto compagnia ogni giorno, lavorando nella stessa stanza: Luca con le sue battute, Orlando ed io che ci lamentiamo dell’allenamento che ci aspetta in palestra e il mio vicino di computer Christian, con il suo vizio di lanciarmi la spilla mentre cerco di concentrarmi e i suoi racconti completamente random sulle imprese del suo Labrador (l’unica cosa positiva è che mi prepara sempre il caffè al momento giusto).
Durante la mia permanenza ho imparato cosa significa davvero mettersi in gioco e lavorare seriamente. Dopo aver passato la mia vita dietro ai banchi di scuola con la testa bassa sui libri, concentrandomi solo su ciò che mi imponevano gli altri, ho potuto scoprire un mondo nuovo, pieno di stimoli diversi, dove le mie idee e la mia creatività hanno un impatto sia per gli altri sia per me stessa.
Sono davvero felice di aver fatto questa esperienza e spero non sia l’ultima. Ringrazio tutti i membri di questo quotidiano e, in particolare, il mio tutor Massimiliano, per avermi insegnato a rendere i miei articoli più leggibili e per avermi seguito durante tutta la durata di questo stage.
