Sono davvero tante le opere su cui l’occhio ama soffermarsi una volta entrati nella tensostruttura di Piazza Chanoux ad Aosta, luogo privilegiato della 59esima Mostra concorso, appuntamento di punta della stagione estiva dell’artigianato di tradizione. Sono stati 471 gli artigiani che quest’anno hanno deciso di confrontarsi con i temi e i soggetti del concorso e, una volta immersi tra le opere presentate, si rimane impressionati dalla fantasia e dalle idee nate da alcune parole “stimolo”.
Nella scultura ad esempio le declinazioni che ha assunto la parola “equilibrio” sono state le più disparate e di grande originalità. Il tema speciale di questa edizione era “La grolla decorata” in acero e il primo premio è andato allo scultore Giuseppe Barmasse: alla base due bovine quasi inginocchiate sostengono il corpo principale della grolla, adornata di altorilievi che rappresentano le cime valdostane, e con in cima una pastore con la sua mucca. La giuria ha avuto il suo bel da fare per definire le opere meritevoli dei diversi premi assegnati.
L’artigianato si evolve, prende nuove forme e allo stesso tempo rimane legato alla tradizione. L’innovazione si affaccia sulle opere e viene premiata quando l’opera riesce a rimanere funzionale. “Con il tempo cambiano i soggetti, attuali o meno, e le risposte alle parole stimolo che diamo per il concorso mettono in campo opere molto diverse da loro, testimoni della fantasia degli artigiani – commenta Vally Lettry, dirigente delle Attività promozionali dell’Assessorato regionale all’ Artigianato – L’artigianato cambia così nella realizzazione di alcuni oggetti, come per esempio la pepaiola: accanto all’idea di rimanere fedelissimi al reperto museale, e alla sua riproduzione c’è chi ama conciliare l’innovazione, e questa è una sfida. A volte si fa un passo troppo lungo ma quando si concilia la funzionalità d’uso e il rispetto della tradizione si trovano nuove realizzazioni e opere che sono molto interessanti”.
L’artigianato di tradizione non perde di spessore e qualità, cresce nella qualità dei suoi artigiani di spicco, tanti nomi noti al pubblico, e si sperimenta nelle giovani generazioni e in coloro che, pur dovendo ancora maturare, intravvedono nella Mostra concorso un percorso di crescita. “Artigianato di tradizione significa legame con le radici e con il territorio con la cultura della nostra regione e questo è poi l’elemento più importante – ha evidenziato l’assessore regionale competente, Ennio Pastoret – Importanti in questo contesto sono i corsi che vengono organizzati sul territorio e che avvicinano sempre nuove persone a questa tradizione, a quest’arte. I più bravi che decidono di far diventare questa attività una professione partecipano alle botteghe-scuola, fianco a fianco con artigiani affermati, dove finiscono di acquisire i trucchi e segreti del mestiere che abbinati alla creatività di ognuno ci daranno poi nel futuro, speriamo, nuovi grandi interpreti dell’artigianato di tradizione”.
In coda alla Mostra concorso, tornano nei giardini pubblici della Stazione di Aosta, dal 29 luglio al 1° agosto, le sculture dal vivo. Il giorno successivo Piazza Chanoux tornerà af essere occupata dall’Atelier des Métiers e il 4 agosto arriverà, infine, la versione estiva della Fiera di Sant’Orso. Gli oltre 500 espositori, sparsi per le vie del centro storico di Aosta, potranno essere riconosciuti anche dal ciondolo della manifestazione che quest’anno raffigura lo Coman: un tipico attrezzo del boscaiolo.
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