Legambiente nazionale bacchetta le politiche regionali sulla raccolta differenziata

In risposta ad alcune affermazioni contenute in una lettera dell'assessore Zublena, i vertici di Legambiente nazionale rispondono bocciando le politiche regionali sui rifiuti: "La VdA prenda esempio da Trentino Alto Adige e Veneto".
Alessandra Piccioni, Presidente di Legambiente Valle d'Aosta
Società

Dal locale al nazionale, la polemica rimbalza e a prendere parola contro le politiche dell’Amministrazione regionale in materia di rifiuti sono i referenti nazionali di Legambiente “La Valle d’Aosta non ha dimostrato in questi anni di saper impostare efficaci azioni volte al rispetto delle indicazioni europee, recepite con legge nazionale, riguardo alla riduzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata”. Il j’accuse è di Arnaldo Cirillo, responsabile del Settore rifiuti Piemonte Valle d’Aosta e arriva in risposta ad alcune affermazioni dell’Assessore regionale all’Ambiente, Manuela Zublena, rilasciate nei giorni scorsi. “Che si sia raggiunto il 40 o il 42% di RD, come afferma l’assessore, poco cambia – aggiunge Cirillo – Altre realtà del nord Italia, pur con minor capacità organizzative e di spesa, hanno saputo raggiungere risultati ben più ragguardevoli. Inoltre, per molti settori merceologici, in VdA non vi è neppure corrispondenza tra le percentuali di raccolta e quelle di effettivo recupero a causa della scarsa qualità del materiale conferito. E’ di tutta evidenza che alla gestione del rifiuto da anni si è preferito anteporre l’aspetto del suo smaltimento”.

In una lettera l’assessore regionale aveva invitato Legambiente Valle d’Aosta a seguire la linea del presidente nazionale, Vittorio Cogliati Dezza, riportandone un inciso: “Siamo vecchi noi se pensiamo che il nostro ruolo sia solo quello di fare il controcanto agli inquinatori o di fare le sentinelle che annunciano disastri e profetizzano catastrofi’, all’interno di una lettera inviata alla presidente del Circolo valdostano dell’associazione, Alessandra Piccioni.
Il botta e risposta tra istituzioni e associazione procede a suon di note stampa e lettere, la via cartacea evidentemente piace. L’Assessore regionale all’Ambiente e Territorio, Manuela Zublena evidenziava, riferendosi al presidente locale di Legambiente, che “probabilmente non ha avuto modo di venire a conoscenza della deliberazione della giunta regionale, con la quale si sono definiti le modalità e i finanziamenti a favore delle Comunità montane per la sperimentazione in Valle d’Aosta del compostaggio locale’ evidenziando che sono in corso di progettazione da parte delle Comunità montane dodici progetti per un ammontare di oltre 830.000 euro, di cui 400.000 finanziati dalla Regione e che riguardano tutto il territorio regionale.

I vertici di Legambiente si sono sentiti presi in causa da questo scambio di missive e hanno risposto, ovviamente appoggiando il locale circolo. Tra le varie dichiarazioni, nella nota di Legambiente lo stesso Presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza scrive: "Non è corretto estrapolare alcune frasi dal contesto in cui sono state pronunciate, anche perché così si rende palese il tentativo maldestro di delegittimare il Circolo locale. Ma Legambiente è un’associazione nazionale che trae la sua forza dal radicamento territoriale, senza per questo perdere la coerenza delle sue posizioni. Piuttosto, sono rimasto molto stupito dallo spirito polemico che mi sembra animi l’Assessore all’ambiente, anche perché continua a prendersela con un’associazione di volontariato che ha sempre cercato di aprire un confronto sui contenuti, e che in questo momento onestamente rappresenta la voce delle migliaia di cittadini valdostani che, attraverso una proposta di referendum contro la costruzione di un pirogassificatore in una regione che ne può fare a meno, le stanno chiedendo di cambiar rotta.”

“Le norme europee e nazionali – rincara la dose Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente e Vicepresidente nazionale – indicano una chiara gerarchia nella gestione del rifiuto: il trattamento termico deve riguardare solo le frazioni combustibili non altrimenti riciclabili che residuano da politiche di riciclaggio e prevenzione. La Valle d’Aosta, invece di inseguire ricette distorte fondate soprattutto sul recupero energetico, segua la strada delle migliori esperienze del nord Italia, come il Trentino Alto Adige o il Veneto che hanno già raggiunto il 60% di raccolta differenziata avviata al riciclaggio. Per farlo deve cominciare dal reale recupero della frazione organica che ha fin qui preferito conferire in discarica con evidenti impatti ambientali. Solo lavorando in questa direzione la Regione potrà raggiungere gli obiettivi di legge mancati finora, facendo rientrare la Valle d’Aosta nel panorama nazionale delle migliori esperienze di gestione integrata dei rifiuti”.
 

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