Legambiente: “Stop alle nuove centrali idroelettriche in Valle”

Oltre alla sospensione di tutte le concessioni, la richiesta è di avviare un monitoraggio dei torrenti e di aprire un tavolo di concertazione tra tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nella gestione della risorsa a livello locale.
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“Chiediamo che siano sospese tutte le concessioni di derivazioni a uso idroelettrico e che venga dichiarata una moratoria nello sviluppo di nuove centrali”. E’ questo il contenuto del documento, presentato oggi dal Circolo Legambiente Valle d’Aosta, che nei prossimi giorni sarà inviato alla Regione, al Consiglio regionale e a tutti gli enti locali.

“L’opportunità offerta dagli incentivi per la produzione di energie rinnovabili – ha spiegato Rosetta Bertolin – ha scatenato negli ultimi anni un assalto a tutti i corsi d’acqua potenzialmente in grado di produrre anche una minima quantità di energia elettrica. In questo momento non ci sono limiti e le domande per le concessioni aumentano sempre di più: per il prelievo dell’acqua deve essere rilasciata un’autorizzazione da parte dell’amministrazione regionale, mentre i Comuni e le comunità locali non hanno la possibilità di opporsi, così come i legittimi proprietari dei terreni su cui insistono le opere”.

Secondo Legambiente, in questo modo i forti interessi delle società finiscono per prevalere anche quando “diventano evidenti i danni all’ambiente, come la distruzione delle vitalità degli ecosistemi o l’impatto sull’assetto idrogeologico, ma anche sull’economia, con la penalizzazione del turismo e dell’agricoltura”.

Per fare fronte a queste problematiche, i sottoscrittori del documento chiedono innanzitutto il rispetto delle norme dettate dalla direttiva quadro europea 2000/60, la conseguente applicazione del Piano di Tutela delle Acque e il completamento delle linee guida regionali sullo sviluppo delle energie rinnovabili, approvate nel gennaio di quest’anno, relativamente all’idroelettrico.

“Riteniamo che sia necessaria una pausa di riflessione – ha spiegato il Presidente del Circolo, Alessandra Piccioni – in cui venga avviato un monitoraggio sui torrenti di particolare pregio, come previsto dal PTA e mai attuato, sulla base del quale adottare i provvedimenti atti a salvaguardare il paesaggio e gli interessi economici della Regione, oltre che garantire tali risorse alle nuove generazioni”.

Dopo questa prima fase, Legambiente auspica “l’apertura di un tavolo di concertazione e una nuova valutazione ambientale strategica, utilizzando strumenti di partecipazione negoziata tra tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nella gestione, utilizzo e fruizione della risorsa a livello locale, al fine di pervenire a soluzioni specifiche, concordate e condivise, delle criticità qualitative e quantitative”.
 

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