“L’evoluzione normativa in atto per quanto riguarda le energie rinnovabili e i relativi incentivi alla produzione, nonché le sempre più accurate informazioni sugli impatti delle derivazioni esistenti sui corsi d’acqua regionali, le pressioni per sempre maggiori e diversi utilizzi delle acque, così come le variabilità nei deflussi in conseguenze dei cambiamenti climatici, inducono a fare un ulteriore passo nella gestione delle risorse idriche in Valle d’Aosta”. E’ questa la premessa alla delibera della Giunta regionale che stabilisce nuovi indirizzi per l’utilizzo delle acque da destinare alla produzione di energia idroelettrica. Gli stessi indirizzi saranno applicati alle domande che saranno presentate dalla data di approvazione della deliberazione. “Rispetto alle domande già presentate – spiega una nota della Regione – non si può fare molto, se non un’attenta istruttoria e valutazione ambientale. Un loro semplice rigetto comporterebbe il riconoscimento al richiedente delle spese sostenute e il rischio di lunghi contenziosi per il riconoscimento anche di danni a carico dell’Amministrazione pubblica”.
In particolare il documento prevede che per 3 anni non possano essere richiesti nuovi prelievi di acqua da destinare alla produzione di energia idroelettrica, salvo quelli per il rifornimento energetico degli alpeggi e dei rifugi di alta montagna, nonché in tutte quelle situazioni di isolamento, dove esistono obiettive difficoltà di accesso con infrastrutture energetiche (sia tecniche-ambientali, sia economiche), limitando la potenza nominale massima dell’impianto al valore di 50 kW; e salvo quelli che prevedono l’uso multiplo della risorsa acqua e che quindi possono creare un doppio beneficio (cioè sfruttando derivazioni esistenti per usi agricoli o potabili anche per la produzione di energia elettrica) con una specifica attenzione anche alle portate di deflusso minimo vitale.
“ Negli ultimi anni stanno rapidamente cambiando le condizioni che un tempo permettevano un ampio sfruttamento della risorsa idrica per la produzione di energia idroelettrica – evidenzia l’Assessore regionale ai Lavori pubblici, Marco Viérin – L’evoluzione normativa in atto, in particolare per quanto concerne gli incentivi economici alle energie rinnovabili, e gli obiettivi della nuova programmazione europea e nazionale nel settore idrico previsti per il 2015, associati allo sviluppo delle attività sportive e ricreative che interessano i corsi d’acqua e l’ estrema variabilità nei deflussi in conseguenze dei cambiamenti climatici, si è ritenuto di rivedere la politica di utilizzo delle acque. In tale senso, si rende necessario evitare per i prossimi tre anni che siano presentate nuove domande di derivazione di acqua a scopo idroelettrico, procedendo nel monitoraggio iniziato e verificando l’evoluzione della situazione al fine di ottenere un miglioramento delle condizioni dei corsi d’acqua”.
Il documento prevede inoltre che si debbano “promuovere il mantenimento e lo sviluppo sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili già esistenti su territorio regionale, favorendo, ove ve ne siano le condizioni, il potenziamento degli impianti esistenti con una specifica attenzione anche alle portate di deflusso minimo vitale”.
