Ocse-Pisa: sul francese risultati discordanti tra istituti professionali e licei

Per la prima volta in Europa le prove sono state affrontate dal 50% dei ragazzi in lingua francese e dunque non nella lingua madre. Il risultato evidenzia buoni risultati nei licei, meno negli istituti professionali.
Presentazione Ocse-Pisa 2010
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Buoni risultati per gli studenti valdostani rispetto al rapporto Ocse-Pisa 2010, il sistema internazionale di valutazione scolastica, che è stato sottoposto a 752 alunni valdostani e che per la prima volta in Europa si è svolto, in Valle d’Aosta, anche in una lingua diversa da quella madre. Accanto alla prova in italiano sottoposta nel 2009, nel 2010 la stessa prova è stata, infatti, ri-sottoposta agli stessi alunni e la metà di questi l’ha svolta in francese. Il risultato emerso se da una parte soddisfa l’Amministrazione regionale rispetto agli obiettivi di apprendimento del francese, dall’altra evidenzia alcune debolezze che sono state oggetto di riflessione da parte del Presidente della Regione, Augusto Rollandin, nel corso delle presentazione del rapporto avvenuto lunedì 25 marzo alla Cittadella dei Giovani di Aosta.

Sul fronte dei risultati delle prove in francese, infatti, emergono due fronti distinti: un risultato molto positivo per un 50% degli studenti che di fatto eguagliano le performances degli studenti di Francia, Svizzera e in genere dei Paesi francofoni, mentre una parte più concentrata negli istituti professionali evidenzia, ai normali problemi di apprendimento già rilevati nel 2009, problemi anche per il francese.

“Visto che le valutazioni servono per orientare le politiche scolastiche – ha commentato Piero Floris, Coordinatore Tecnico SREV, struttura Regionale per la Valutazione del sistema scolastico della Valle d’Aosta – evidentemente nei professionali bisogna ripensare un po’ alla didattica del francese”. In particolare dalle valutazioni è emersa una capacità di lettura, matematica e scienze in lingua francese superiore alla media nei licei, ma insufficiente negli istituti professionali, mentre negli istituti tecnici è insufficiente solo la lettura.

Per il presidente della Regione, Augusto Rollandin, gli interventi migliorativi conseguenti ai risultati di questa indagine dovrebbero però puntare a rendere la lingua francese un’opportunità per tutti gli studenti valdostani. In particolare il Presidente ha puntato l’attenzione sula competenza primaria sull’istruzione professionale che deriva dallo Statuto, finora poco sfruttata. “Per porre mano al problema – ha detto Rollandin, è opportuno che le prerogative statutarie vengano esercitate a pieno con un impegno a rivedere i programmi con la messa a regime della Riforma, cioè nella prossima legislatura”.

In particolare la doppia rilevazione ha interessato 752 studenti nati nel 1993, e frequentanti la scuola secondaria di 2° grado. La formula utilizzata ha permesso, nel caso delle prove svolte in francese, di accertare in quale misura i ragazzi valdostani siano in grado di risolvere i problemi proposti dai test utilizzando la lingua francese. Nel caso della prova in italiano sono stati analizzati i miglioramenti delle competenze degli studenti ad un anno di distanza dalla precedente verifica, modalità questa che è risultata efficace per misurare il valore formativo aggiunto, cioè l’effettivo apprendimento acquisito dagli studenti nell’arco temporale di un anno.
Il Rapporto Ocse-Pisa 2010 è stato una novità assoluta nel panorama internazionale dei sistemi di valutazione scolastica ed è stato possibile grazie ad una Convenzione tra la Regione, l’Istituto nazionale per la valutazione (INVALSI) e gli organismi dell’OCSE.

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