Oggi l’inaugurazione della nuova sede dell’associazione radioamatori

L’appuntamento è dalle ore 15 di oggi, sabato 30 ottobre, in località Teppe n. 24 a Quart, lungo la Statale 26. Alcuni soci effettueranno dei collegamenti dimostrativi, mentre altri spiegheranno in cosa consiste l’attività radioamatoriale e come accedervi.
Sede radioamatori valdostani
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Un segnale che viaggia nell’etere, sfruttando le scoperte di Marconi e sopravvivendo all’avvento di Internet, per raggiungere anche l’altra faccia del mondo. E’ l’ingrediente fondamentale dell’attività dei radioamatori, appassionati sperimentatori delle radiocomunicazioni. La sezione valdostana dell’Associazione Radioamatori Italiani inaugurerà, dalle ore 15 di oggi, sabato 30 ottobre, la nuova sede, in località Teppe n. 24 a Quart, lungo la Statale 26.

Per l’occasione, alcuni soci saranno presenti per effettuare dei collegamenti dimostrativi fino alle ore 19, inviando la chiamata dalla Valle d’Aosta e cercando di ottenere risposta da chi sarà in ascolto. Altri iscritti all’Associazione Radioamatori Italiani accoglieranno poi i visitatori spiegando in cosa consiste il radiantismo e come vi si può accedere.

Il servizio di radioamatore, in Italia come nel resto del mondo, è infatti normato legislativamente e prevede il sostenimento di un esame (nel nostro Paese è competente il Ministero dello Sviluppo economico), superato il quale si ottiene il nominativo che identificherà univocamente la propria stazione nelle trasmissioni.

“Il fatto di comunicare con persone di altri paesi nel mondo, altre culture, seguendo la propagazione delle onde radio riflesse dalla ionosfera, – spiegano i radioamatori valdostani (presidente della sezione è attualmente Sergio Jotaz, IX1VYM) – è un hobby intelligente che fa crescere, a chi lo pratica, la cultura personale, la conoscenza delle lingue di altri popoli”.

Le caratteristiche del radiantismo (poter comunicare senza cavi, alimentando i propri apparati con batterie e non necessariamente a corrente ed attraverso antenne anche rimovibili o concepite per l’installazione su automezzi) hanno fatto sì che i radioamatori fossero in prima linea per sopperire, sin dagli anni ‘50 del secolo scorso, alla carenza di comunicazioni in occasione di calamità naturali, come inondazioni, incendi o terremoti.

Riconoscendo questo ruolo, nel 1985 un’ordinanza dell’allora ministro Giuseppe Zamberletti dispose che tutte le Prefetture italiane, il Ministero dell’Interno e il Dipartimento della Protezione civile fossero collegate anche tramite stazioni radioamatoriali, mantenute attive tramite prove periodiche e gestite da operatori titolari della licenza, allo scopo di garantire le comunicazioni di emergenza in caso di totale disfunzione della rete telefonica.

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