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Palaindoor, gli sportivi scendono in piazza: “Da domani siamo in mezzo a una strada”

Tante le persone – e tantissimi i bambini – ieri pomeriggio in piazza Chanoux per ricordare che lo sport è vita e, in alcuni casi, è tutta la loro vita: "Da lunedì siamo per strada, non abbiamo una valida alternativa al Palaindoor".
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“Non siamo contro i vaccini, anzi, ma il Palaindoor è la casa di tutti noi, e lo è stata per 12 anni. Bisogna trovare una soluzione in tempi rapidi e certi, perché tantissime persone credono nei valori dello sport. Da domani, però, siamo in mezzo a una strada”.

La parole di Giulia Comé, presidente della Aosta Gym, raccontano bene come lo sport valdostano sta vivendo l’“affaire Palaindoor”, la struttura di regione Tsambarlet, ad Aosta, destinata a diventare il Centro di vaccinazione anti-Covid.

Ed erano tante le persone – e tantissimi i bambini – ieri pomeriggio in piazza Chanoux per ricordare che lo sport è vita e, in alcuni casi, è tutta la loro vita. Una vita di passione, sudore, impegno quotidiano.

Le parole che si ascoltano in piazza non sono parole di rabbia, anzi. A volte, anche di speranza: “Il Palaindoor è un gioiello – dice Lyana Calvesi, dell’Atletica Calvesi –, è il punto di riferimento anche per il Piemonte, per l’area di Milano. Noi siamo a favore della salute pubblica, ma abbiamo sperato fino all’ultimo in un’altra soluzione. Ora, invece, dobbiamo uscire e arrenderci. Speriamo che iniziano il più in fretta possibile con i vaccini e con i lavori alla struttura, per tornare ad essere più felici di prima”.

“Vogliamo trovare soluzioni – spiega invece Vincenzo Gerbino, dell’Asd Tennis Aosta –, non vogliamo essere ‘Città europea dello Sport’ senza una casa per fare sport”. A lui fa eco Cristiana Martinetto, presidente della Oasi Vertical, nel delicato momento del mondo dell’arrampicata: “Da lunedì siamo per strada, non abbiamo una valida alternativa al Palaindoor. Ora rischiamo di cancellare 10 anni di passione, tempo, fiducia da parte delle famiglie”.

Ancora più complessa è la situazione della Disval: “La nostra aplestra è una struttura unica in Italia – dice invece Giorgio Bus –, siamo gli unici che permettono a disabili e normodotati di allenarsi assieme. Per la nostra realtà lo sport è fondamentale avere una struttura completamente accessibile come il Palaindoor”.

Tra gli applausi, e i cartelli dei più piccoli, chiude la serie di interventi Massimo Verduci della Uisp: “Capiamo molto bene la vostra sofferenza – dice al microfono –, abbiamo avuto la fortuna, dieci anni fa, di trovare nel Palaindoor una seconda casa. Speriamo che torni ad esserlo, dobbiamo sollecitare le Istituzioni anche attraverso le nostre idee”.

Poi, ordinatamente, come la disciplina sportiva – fatta di regole – vuole, la piazza si svuota e si torna a casa. Come dopo un allenamento. Con la speranza che non sia l’ultimo.

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