Società di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 2 Febbraio 2021 9:39

“Tegola” sullo sport valdostano, il Palaindoor sarà la base per la campagna di vaccinazione Covid

Aosta - La proroga fatta dal Comune di Aosta alle federazioni per lasciare la struttura il 31 marzo salta: da venerdì 5 febbraio il Palaindoor dovrà chiudere perché è stato individuato dalla Protezione civile per le attività della campagna vaccinale.

Palaindoor di Aosta foto FidalPalaindoor di Aosta - foto Fidal

La questione Palaindoor di Aosta, struttura cui manca il Certificato di prevenzione incendi e la cui concessione – non più prorogabile – scadeva il 31 dicembre, preoccupava il mondo dello sport, ed il Coni in particolare, forse ancora più dell’emergenza sanitaria.

Il Comune di Aosta, al quale l’edificio è tornato in capo, aveva messo una pezza differendo, via delibera, la presa in carica della struttura per un massimo di tre mesi. Con una ratio multipla: ospitare le federazioni sportive che non hanno ancora trovato una collocazione, andare avanti con le procedure per il cpi e mettere a norma l’impianto un pezzo alla volta, procedendo per “lotti”, per non arrivare mai ad una chiusura completa.

Propositi spazzati via – e in fretta – dal momento che, a partire da venerdì 5 febbraio il Palaindoor dovrà chiudere per forza, perché è stato individuato dalla Protezione civile come base operativa per la campagna vaccinale anti Covid-19. La ragione è presto detta: il Palaindoor è nella periferia cittadina e ha a disposizioni spazi e posti auto.

Nonostante non vi siano certezza sulla partenza delle vaccinazioni di massa, da 5 febbraio la struttura chiude. Un colpo non indifferente per chi – già in affanno – sperava si potesse proseguire, come definito dal Comune, fino al 31 marzo.

“Già non era facile prima, una volta disposta la proroga – spiega sconsolato i l Presidente Coni Piero Marchiando –, perché le attività all’interno del Palaindoor sono tante. Ora verrà usato per l’emergenza e ci viene dato tempo fino al 5 febbraio. Sembrava anche che le tre attività funzionalmente ‘compartimentabili’, che hanno accessi esterni, come il tennis, l’atletica e l’arrampicata potessero continuare le loro attività, ma così non sarà”.

Tempi stretti e momento sbagliato

“All’interno della struttura siamo in tanti – prosegue Marchiando –, come tante sono le attività che stanno ripartendo o che erano pronte a ripartire. È problema. Anche solo un’attività particolare come quella della Disval, per la promozione dello sport per soggetti con difficoltà, dovrebbe spostare attrezzature e tutto il materiale. Noi non sappiamo quando inizierà la campagna vaccinale, quando finirà, né quando cominceranno i lavori per ottenere il cpi. Viviamo con un enorme punto interrogativo sulla testa, proprio nel momento in cui tante attività stavano o stanno per ripartire”.

Un sostegno (sperato) da parte della Regione

L’Assessora comunale con la delega allo Sport, Alina Sapinet, spiega: “Assieme all’Ufficio Sport del Comune, dal primo giorno del nostro insediamento, stiamo cercando di dislocare tutte le federazioni possibili che usano il Palaindoor. L’80% delle società ha avuto una proposta, una ‘opzione B’, e c’è chi non è piaciuta o non l’ha considerata praticabile. Abbiamo chiesto alla Regione di darci una mano, il nostro auspicio è quello di poter iniziare i lavori alla struttura quando la campagna vaccini sarà terminata”.

Arrivato in Valle il vaccino Moderna. L’8 febbraio riprende la vaccinazione agli over 80

Intanto, sono arrivati a destinazione i furgoni del corriere di Poste Italiane, per la consegna del vaccino Moderna in Valle d’Aosta. “Mezzi speciali, attrezzati con celle frigorifere, sono partiti questa notte dall’Istituto Superiore di Sanità di Roma verso il Reggimento Logistico  ‘Taurinense’,  Caserma ‘Ceccarioni’ in Corso Susa 189 a Rivoli – spiega Poste Italiane in una nota –. Una volta presi in carico, i vaccini Moderna hanno proseguito il loro viaggio per raggiungere le loro destinazioni finali presso Ospedali e Asl di Rivoli, Verduno, Mondovì, Cambiano, Asti, Tortona, Ivrea, Aosta e all’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino”.

Durante questa settimana saranno invece completati in regione i richiami del vaccino anti Covid, mentre a partire dall’8 febbraio ricomincerà la campagna di vaccinazione per gli ultraottantenni prevista dal Piano regionale.

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5 commenti su ““Tegola” sullo sport valdostano, il Palaindoor sarà la base per la campagna di vaccinazione Covid”

  • In una regione che ha un vaccodromo funzionante ed uno stadio, il Puchoz, in cui non è permesso giocare a calcio, mi pare la logica conseguenza. Complimenti vivissimi a chi amministra il circo regione vda.

  • È tornato il tempo della guerra dove requisivsno gli stadi.. Lo sport ha perso qualsiasi importanza sociale e di salute, il mondo sportivo dilettante fa i salti mortali per dare sport a grandi e piccoli e le istituzioni creano problemi e difficoltà che si vanno ad aggiungere a tutto il carico emotivo della situazione. Suggerimento costruite in sostituzione palestre prefabbricate costano poco sono veloci da tirare su… E così avremo scuole, ospedale e palestre prefabbricate…

  • Sono d’accordo con Francesco in più aggiungo che abbiamo un campo di atletica con una pista obsoleta dove ogni 100 m perdi 2 chiodi delle scarpette, un pattinaggio vecchio di anni, non ci sono palestre per praticare sport tipo basket, calcio a cinque, i campi vicino al cimitero hanno gli spogliatoi che sono degli anni 70 e se vedete quelli del Puchoz sono degli anni 50….. Aosta è il terzo mondo per lo sport.

  • Il tempo passa e siamo finalmente al Medio Evo. Una regione che dovrebbe vivere su turismo e sport di montagna non ha un liceo sportivo, se non scuole con indirizzi simili a livello privatistico. Città come Ivrea od Asti, per non scomodare Torino, hanno tale indirizzo. Il calcio giovanile od il volley, per fare piccoli esempi, fanno fatica a tirare avanti, grazie all’impegno di persone che ci credono ed ai genitori dei ragazzi. Il minimo da parte di questi burocrati ottusi sarebbe almeno di non boicottare chi crede ancora nei giovani atleti e nello sport giovanile.

  • Ma li avete visti i nostri politici?
    Gente che passa il tempo in riunioni politiche per salvare maggioranze farlocche, o che si preoccupa solo e soltanto della “cadrega” pensate forse che si possa interessare alle necessità della gioventù, degli sportivi, o agli aspetti ricreativi o competitivi legati alla pratica di uno sport?
    Lo sportivo di successo, un Pellegrino, una Canepa, ecc., è visto solo come occasione per fare passerella; gli altri come un fastidio.

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