Per i precari della scuola che sono rimasti esclusi l’inserimento nelle graduatorie a esaurimento, pur essendo abiltati, si profila la possibilità di fare ricorso. Anche se le possibilità che questo vada in porto, secondo alcuni pareri legali, sarebbero comunque poche. Se n’è parlato a lungo martedì scorso, all’Ipr di Aosta, dove una quarantina d’insegnanti interessati hanno incontrato i sindacati Flc Cgil e Savt Ecole e l’avvocato Luigi Busso.
I docenti interessati ad un potenziale ricorso, secondo le stime dei sindacati, sarebbero in tutto un centinaio: dai laureati in Scienze della Formazione Primaria e non esclusi nelle graduatorie a esaurimento (GAE) e immatricolati dal 2008 in poi ai diplomati magistrali ed affini entro l’anno 2002, passando per gli abilitati mediante TFA agli abilitandi mediante PAS, fino ai depennati dalle graduatorie ad esaurimento e agli abilitati a diverso titolo non attualmente inseriti nelle GAE.
"Ad oggi non c’è alcuna certezza che il ricorso porti a buon fine – ha spiegato il Segretario Generale della Flc Cgil, Katya Foletto – però bisogna sempre tenere una porta aperta e questo lo permette. In tutta Italia si stanno facendo ricorsi di questo tipo, quindi chiunque intenda partecipare per non lasciare nulla di intentato è libero di farlo. Chi oggi ha l’abilitazione ed è escluso dalle graduatorie in esaurimento, potrà accedere soltanto tramite un futuro concorso".
Sulla stessa lunghezza d’onda che il Savt. "Il percorso per i ricorrenti appare arduo – ha commentato Alessia Démé – anche se vista l’esperienza del 2012, con l’attivazione della 4° fascia aggiuntiva, tentar non nuoce. Di sicuro con il Ministero la situazione è sempre di grande incertezza".

