Presentata l’Associazione per la Filantropia ?per diffondere la cultura del dono?

Il mondo del no profit ha sempre più bisogno di risorse economiche per realizzare iniziative, attivare servizi, lanciare nuovi progetti di assistenza e di accompagnamento delle persone in difficoltà. Per sostenere le...
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Il mondo del no profit ha sempre più bisogno di risorse economiche per realizzare iniziative, attivare servizi, lanciare nuovi progetti di assistenza e di accompagnamento delle persone in difficoltà. Per sostenere le organizzazioni nel reperimento fondi e promuovere la donazione in Valle d’Aosta, è nata da circa un anno l’Associazione per la filantropia in Valle d’Aosta. Ieri l’associazione è stata presentata nel Salone ducale del Municipio di Aosta alla presenza del vescovo, monsignor Giuseppe Anfossi, e degli amministratori – sindaco, assessori e consiglieri – del capoluogo intervenuti prima della seduta pomeridiana dell’Assemblea.Tra gli obiettivi dell’associazione vi è anche la costituzione, in futuro, di una fondazione in Valle d’Aosta, che attraverso la raccolta di fondi patrimoniali, perseguirà finalità di utilità sociale.
Fanno parte del Comitato direttivo dell’Associazione:Gianni Rigo (per il Comune e il CELVA), Luigino Vallet (per il CSV), Marco Saivetto (per l’Ordine dei Commercialisti), Mario Frimaire (per la Diocesi), Roberto Presciani (per il Consorzio delle Cooperative sociali Trait d’Union).

Luigino Vallet, nel presentare la ?squadra? dell’Associazione ha evidenziato che la stessa ?vuole rappresentare un ponte tra chi dona e le organizzazioni della società civile?. Primo obiettivo da raggiungere sarà la promozione di una fondazione di comunità, così come sta avvenendo in altre zone d’Italia, che avranno il compito di gestire tale patrimonio.
Dai dati esposti da Vallet è emerso che, da 15 fondazioni di comunità esistenti nel Nord Italia, nel corso del 2006 sono stati raccolti 11 milioni di euro, ne sono stati erogati 18 per un patrimonio complessivo di circa 160 milioni di euro.
?In Valle d’Aosta, dove manca una fondazione bancaria in questo senso – ha aggiunto Vallet – manca una infrastruttura sociale che possa fare da intermediario?.

Il Vescovo di Aosta, Mons. Giuseppe Anfossi, tra i promotori dell’iniziativa, ha posto l’accento sulla necessità di ripensare il modo di aiutare il prossimo tenendo conto dei cambiamenti culturali, economici e demografici, ?nonché cercando di minimizzare le conseguenze negative del ripiegamento sull’individualismo che la società sta conoscendo, favorendo l’associazionismo spontaneo delle persone delle famiglie“. A questo proposito ha aggiunto che oggi il politico non può risolvere da solo il problema della politica sociale ?c’è bisogno di un intervento misto?. Tale intervento secondo Anfossi potrebbe essere rappresentato anche da associazioni di famiglie che unendosi fanno sistema e possono dare indicazioni alla politica sui bisogni, necessità e problemi cui dare una risposta. ?Non si può delegare tutto alle istituzioni? ha aggiunto.
Tra i promotori dell’associazione, il sindaco Guido Grimod ha ribadito “l’impegno dell’amministrazione in favore della nuova povertà e delle persone disagiate“, mentre il presidente del Consiglio comunale, Renato Favre, ha ricordato le esperienze delle Fondazioni di comunità in diverse realtà italiane.

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