Parole di apprezzamento per il lavoro svolto sono state dette dalla consigliera Carmela Fontana del Partito Democratico, che ha comunque evidenziato alcuni dati insoddisfacenti. “Il primo è quello che i Piani di zona non sono stati attuati – ha detto Fontana – a differenza di quanto è successo in altre regioni d'Italia. Questo è un grave ritardo perché impedisce un intervento più adeguato alle specificità territoriali e quindi al cittadino. Un altro dato importante è che a fronte di un aumento del fondo nazionale delle politiche sociali nel 2006 del 49 %, in Valle il fondo è aumentato solo del 20%."
Per Dina Squarzino consigliera dell’Arcobaleno "bisogna dare atto che c'è una grande attenzione verso gli anziani e che nel tempo è stato costruito un welfare positivo. Crediamo che siano due le linee di azione per il futuro: pensare sempre di più a strutture medicalizzate e completare l'offerta residenziale."
Da quanto emerge dal rapporto ad offrire le risorse per lo sviluppo demografico e produttivo in Valle è la più giovane età della popolazione immigrata che compensa quella più anziana della popolazione autoctona. Dal rapporto si evince che la fascia di popolazione più numerosa (30-45 anni) supera le 30 mila unità, mentre le persone con più di 65 anni sono 25 mila, di cui 28 ultracentenari. L'indice di vecchiaia in Valle d'Aosta che indica ogni 100 giovani (15-64 anni) quanti anziani sono presenti nella popolazione, è pari a 152,5. Sul fronte degli immigrati, la popolazione mostra una struttura familiare caratterizzata dalla presenza della coppia completa dei genitori e da numerosi figli. Molto consistente poi è l'aumento sul totale dei nati della percentuale di bambini nati da entrambi i genitori stranieri che dal 5,5% nel 2002 sono saliti al 9,4% nel 2006. Nel 2005 sono nati 100 bambini stranieri, mentre le persone decedute, sempre straniere, sono state 8, con un saldo naturale di 92 unità.
"Nei prossimi anni le politiche sociali devono raggiungere il livello di eccellenza necessario per essere da regia a tutti gli interventi finalizzati alla cura e al benessere dei cittadini – ha evidenziato Fosson – dedicando particolare attenzione a tutte le forme di contrasto della non autosufficienza”.
Rispetto poi alla spesa pro capite per interventi e servizi sociali dei comuni, con 345 euro contro la media nazionale di 92euro, la Valle d’Aosta ha sostenuto la spesa più alta, soprattutto, se si fa riferimento all’analisi della ripartizione della spesa per area di utenza, nell'area anziani (1.098 euro contro la media nazionale di 115), disabili (2.896 euro contro 1.889 nazionale) e famiglia e minori (281 euro contro 89 nazionale).
La Valle d’Aosta presenta, infine, una spesa media per utente superiore a quella nazionale in tutte le aree di utenza: negli asili nido è pari a 7.784 euro (secondo valore più elevato d'Italia), contro 5.820 euro della media nazionale. La Valle d'Aosta è al secondo posto in Italia anche per quanto concerne la spesa media per utente relativa all'assistenza domiciliare ai disabili: 6.203 euro rispetto ai 3.039 euro della media nazionale.
