Il bisogno di cibo è spesso il primo segnale di una fragilità più ampia. Per questo la Regione autonoma Valle d’Aosta e l’Associazione Banco alimentare per la Valle d’Aosta rafforzano la collaborazione con una nuova convenzione, pensata per collegare la distribuzione degli aiuti alimentari alla rete dei servizi sociali e socio-sanitari del territorio.
L’accordo avrà una durata di cinque anni e sostituisce quello precedente, risalente al 2007. L’obiettivo è aggiornare il quadro della collaborazione alla luce dell’evoluzione del sistema regionale dei servizi, dell’attivazione dei Pua (Punti unici di accesso) e delle nuove misure nazionali ed europee di contrasto alla povertà.
“Contrastare la povertà alimentare significa non solo dare risposte a un bisogno primario, ma anche intercettare le situazioni di fragilità che spesso si celano dietro la richiesta di un aiuto materiale”, sottolinea l’assessore alle politiche sociali Carlo Marzi. “Questo è il valore aggiunto della convenzione, che abbiamo voluto proprio per rafforzare la collaborazione con il Banco alimentare e i volontari, in raccordo con gli otto Pua dislocati sul territorio”.
Nei Punti unici di accesso le persone possono trovare gratuitamente ascolto e supporto per orientarsi tra i servizi socio-assistenziali e socio-sanitari. Un ruolo di collegamento importante è svolto dagli animatori di comunità e di prossimità presenti sul territorio. Sono loro, infatti, a favorire il contatto con le persone più fragili e, nei casi di difficoltà negli spostamenti, supportare la consegna a domicilio dei beni alimentari.
Il Banco alimentare raccoglie e distribuisce gli aiuti provenienti dai programmi nazionali ed europei e dalle donazioni raccolte sul territorio, sostenendo parrocchie, associazioni e organizzazioni del terzo settore impegnate a favore di persone e famiglie in difficoltà.
“Considerato l’aumento negli ultimi anni delle raccolte degli alimenti da distribuire”, spiega Marzi, “abbiamo collaborato con il Comune di Saint-Christophe per ampliare gli spazi di sua proprietà destinati al deposito degli alimenti raccolti dal Banco alimentare, in modo da migliorare l’organizzazione e la distribuzione dei beni alle famiglie del territorio”.
La convenzione si inserisce nel quadro del Piano regionale per la salute e il benessere sociale e punta a rafforzare il raccordo tra servizi pubblici, volontariato e terzo settore. Il consolidamento della collaborazione tra i Pua e il Banco alimentare consentirà di rispondere in modo più coordinato ai bisogni emergenti, anche grazie alle opportunità offerte dal Fead (Fondo di aiuti europei agli indigenti), oggi confluito nel Fondo sociale europeo plus, e dagli altri programmi nazionali ed europei di sostegno alimentare.
Particolare attenzione è posta all’accompagnamento sociale. L’esperienza maturata negli anni ha mostrato come la richiesta di aiuto alimentare possa essere legata anche a problemi economici, abitativi, relazionali o sociali. La nuova convenzione mira quindi a trasformare l’intervento emergenziale in un’occasione di orientamento verso i servizi e di costruzione di percorsi di inclusione più strutturati.
L’accordo non comporta oneri diretti a carico del bilancio regionale. Prevede, invece, l’istituzione di un tavolo tecnico permanente di coordinamento, incaricato di monitorare l’andamento delle attività, individuare eventuali criticità e rafforzare la collaborazione tra i soggetti coinvolti.
