Società

Ultima modifica: 11 Luglio 2019 17:22

Scuola, i sindacati accusano: “Grave ritardo nell’erogazione del Fondo d’Istituto”

Aosta - La richiesta al Consiglio regionale e all'Assessora è di approvare, prima della sospensione estiva, la modifica a livello legislativo necessaria ad uscire dalla grave impasse.

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Prima di andare in vacanza, il Consiglio Valle approvi la modifica a livello legislativo necessaria ad uscire dalla grave impasse. E’ quanto chiedono Flc Cgil, Cisl Scuola, Savt Ecole e Snals denunciando il “ritardo nell’erogazione del Fondo d’Istituto per la parte che riguarda il periodo gennaio-agosto 2019, da parte dell’amministrazione scolastica regionale”.

Nello scorso mese di marzo era stato comunicato l’ammontare del Fondo e che le somme sarebbero state trasferite alle scuole entro il mese di giugno 2019. Nei giorni scorsi la comunicazione di un rinvio “per una carenza nella formulazione” dell’art. 7 dell’ultima legge di stabilità regionale “che impone un intervento di modifica a livello legislativo, il cui iter è in corso. La data di erogazione sarà pertanto determinata in seguito all’avvenuta variazione della norma”. Da qui la richiesta all’Assessora e al Consiglio di velocizzare la modifica.

“Tali finanziamenti destinati alle istituzioni scolastiche sono assegnati in base al contratto vigente per le attività aggiuntive, le attività complementari di educazione fisica, le funzioni strumentali, la valorizzazione del merito del personale docente e i progetti contro l’emarginazione scolastica.  – ricordano i sindacati – Ogni istituzione scolastica ha siglato il proprio contratto integrativo di istituto contrattato tra gli insegnanti eletti R.S.I. e i dirigenti scolastici e sono stati assunti precisi impegni di pagamento per quei docenti che hanno svolto le attività in questione”.

Le somme, spiegano ancora i sindacati, sono state peraltro “ridotte nel corso degli anni.”
“Le scuole  – concludono i sindacati – già subiscono notevoli pesi per quanto riguarda la gestione ordinaria, e alle scriventi pare davvero grave che il lavoro svolto con impegno e dedizione dai docenti non possa essere ricompensato nei tempi attesi”.

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