Sei giornate di sciopero per i giornalisti fino a dicembre per il rinnovo dei contratti.

Da settembre a dicembre saranno sei gli scioperi che si succederanno e che riguarderanno la categoria dei giornalisti. La decisione è stata dagli Stati Generali della Federazione Nazionale della Stampa lo scorso 15...
Società

Da settembre a dicembre saranno sei gli scioperi che si succederanno e che riguarderanno la categoria dei giornalisti.
La decisione è stata dagli Stati Generali della Federazione Nazionale della Stampa lo scorso 15 settembre. Il Consiglio nazionale della Fnsi, la Conferenza nazionale dei comitati di redazione, le Commissioni contratti Fieg, Aer-Anti-Corallo (emittenza locale) e Legge 150 (uffici stampa enti pubblici), i presidenti di Ordine dei giornalisti, Inpgi, Casagit e Fondo di previdenza complementare, assieme a rappresentanti dei Consigli direttivi di tutte le Associazioni regionali di stampa, hanno votato all?unanimità il documento che impegna la giunta Fnsi a fissare nei modi ritenuti più opportuni le giornate di astensione dal lavoro di tutta la categoria.
“A motivare tale decisione – si legge in una nota dell’Associazione Stampa Valdostana, presente a Roma in occasione degli Stati Generali della FNSI – la situazione attuale del mondo del lavoro giornalistico: le trattative per i rinnovi dei contratti collettivi Fieg e Aer-Anti-Corallo sono bloccate; le proposte di modifiche da parte degli editori sono provocatorie e inaccettabili; il confronto per imbastire il primo contratto di categoria previsto dalla legge 150/2000 (Uffici Stampa) deve ancora cominciare e non certo per colpa della Fnsi. E a questi motivi si aggiungono tutti gli altri problemi e conflitti che stanno interessando i giornalisti italiani”.
Di fatto quello che è emerso a Roma in occasione degli Stati Generali è un quadro fortemente negativo. Il mondo dell’editoria cambia, si evolve, ma non in nome della qualità e della professionalità. I giornali non sempre vengono fatti dai giornalisti, si ricorre sempre più a forme contrattuali atipiche e all’utilizzo di personale non professionale quali stagisti, utilizzati spesso in sostituzione di giornalisti professionisti. Di questo ne risente la qualità dell’informazione nella carta stampata e dell’emittenza pubblica e privata. Quale sia lo stato delle redazioni in Italia è cosa nota a pochi, l’opinione pubblica ne è all’oscuro. Spesso l’idea che la gente si fa della figura del giornalista, con stipendi da capogiro, non corrisponde al vero, se non per pochi garantiti. Il sistema dell’informazione in Italia non gode di buona salute. Molti i giornalisti disoccupati, i free-lance che si arrabattano da una redazione all’altra spesso mal pagati, assunzioni a tempo determinato e con poche garanzie con ritmi di lavoro estenuanti. Insomma quello che è emerso dalla riunione degli Stati Generali della FNSI è un quadro fatto di colori neri e grigi e il futuro non fa presagire nulla di buono.
In questo quadro anche l?Associazione Stampa Valdostana lancia “un appello forte a tutti i colleghi ad aderire a questi scioperi. Far finta di niente, mettersi di riposo o in ferie o, peggio ancora, non partecipare del tutto all?astensione al lavoro significa non avere a cuore gli interessi e il futuro di tutta la categoria, dei giornalisti professionali e collaboratori, contrattualizzati, disoccupati, precari, pensionati, free lance, dei giornalisti che lavorano nell?emittenza nazionale e locale, nei quotidiani e periodici nazionali e locali, negli uffici stampa pubblici e privati, nelle testate on-line. Perché la protesta imbastita dalla Fnsi non ha soltanto lo scopo di contrastare i tentativi degli editori di destrutturare il contratto nazionale di lavoro, ma ha l?obiettivo di difendere tutta la categoria dagli attacchi che stanno arrivando da più fronti. Perché non va dimenticato che dei diritti e delle tutele sanciti nel tempo dai contratti collettivi di lavoro ne godono e ne potranno godere tutti i giornalisti italiani”.

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