Si rivisitano le tariffe per gli asili nido e il calcolo dell’Irse

Sono all’esame del CPEL e della V commissione regionale due delibere per omogeneizzare i servizi al cittadino. Tutti gli asili nido pubblici adotteranno un piano tariffario unico su tutto il territorio. Si rivisitano anche le modalità di calcolo dell’IRSE
L'asilo nido di Courmayeur
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Per intervenire ed equilibrare la situazione di disparità attualmente in essere, maturata negli anni a seguito di uno sviluppo del sistema di tariffazione degli asili nido gestito in modo del tutto autonomo dai singoli enti locali, la Giunta regionale ha trasmesso al Consiglio Permanente degli Enti Locali e alla V Commissione consiliare una prima analisi di deliberazione relativa alla predisposizione di criteri che promuovono l’omogeneizzazione sul territorio regionale delle tariffe applicate dagli Enti Locali nella compartecipazione degli utenti alle spese di fruizione degli asili nido.  Entro un periodo di tempo limitato, tutti gli asili nido pubblici adotteranno dunque un piano tariffario conforme in modo tale da permettere ai cittadini di beneficiare di un servizio omologo su tutto il territorio regionale allo stesso prezzo.

Di omogeneizzazione di servizi al cittadino si parla anche in una seconda delibera in esame alla Giunta regionale, inviata anche questa al vaglio del Cpel e della V commissione, diretta a stabilire le modalità di calcolo dell’IRSE (Indicatore Regionale della Situazione Economica) suddividendole in relazione alle caratteristiche degli utenti ai quali si rivolgono le prestazioni previste dalle politiche sociali a rilevanza regionale.
“Le modifiche, tutte migliorative per il cittadino – spiega la nota dell’Assessorato regionale alle Politiche sociali – introducono un sistema che omogeneizza il calcolo delle provvidenze incluse nell’Indicatore regionale ai fini della compartecipazione alla spesa sociale per i minori, le persone non autosufficienti e i loro familiari, nonché per l’accesso all’assistenza economica”.
Per quanto concerne i minori, non sarà più considerato quanto percepiscono i minori disabili nell’accesso ai servizi e alle prestazioni economiche. E’ sostenuta in modo più incisivo la non autosufficienza, tenendo in considerazione le esigenze dei nuclei familiari che includono persone non autosufficienti al di sotto dei 65 anni.

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