Skipass Panorama Turismo: una Pasqua vincente per la Valle d’Aosta

Nel bilancio delle vacanze pasquali la nostra regione si pone in netta controtendenza rispetto alla montagna italiana che invece ha fatto registrare performance negative: solo un segnale di successo o anche un motivo di riflessione?
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Buone notizie per la Valle d'Aosta, meno per  l'Italia nel complesso. L'Osservatorio italiano del turismo montano di  Skipass Panorama Turismo ha effettuato un'indagine sulle performance di 28 destinazioni montane nel periodo delle vacanze pasquali, con risultati contrastanti. Se il quadro generale italiano vede un calo nelle presenze del 3,6% e una diminuzione del fatturato  del 4,7% – situazione non certo positiva – la Valle d'Aosta è l'unica regione che, nel suo insieme, fa registrare un +3,5% di presenze e un incremento del fatturato pari al +1,8%. Particolarmente positiva la prestazione di Courmayeur con un incremento delle presenze pari al 5,5% e del fatturato del 4,2%. In evidenza anche la Valle di Gressoney ed il Monterosa Ski.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Certo, a livello regionale la reazione naturale non può che essere di soddisfazione. Ma occorre analizzare nel dettaglio le cause del calo generalizzato a livello nazionale e della prestazione in controtendenza del comparto valdostano per capire quanto sia il primo che il secondo fenomeno siano dovuti  a fattori strutturali o a circostanze contingenti (e per questo poco significative in un'ottica di lungo periodo).

L'indagine sottolinea come questa prestazione negativa a livello generale sia stata in parte causata dalle condizioni meteorologiche poco favorevoli, che hanno scoraggiato un pubblico sempre più sensibile alle variazioni del tempo e sempre meno disposto a rischiare. La possibilità di aggiornarsi in tempo reale consultando le previsioni meteo e le webcam delle località, determina una grande "volubilità" ed una crescente "infedeltà" del turista, disposto a cambiare programma all'ultimo momento, abbandonando la destinazione prescelta per un'altra che si trova in condizioni migliori in quel momento, oppure rinunciando del tutto.

Per ovviare a questo fenomeno, le destinazioni più organizzate si dotano di un'offerta collaterale sempre più varia e sviluppata, non limitando la propria proposta al solo prodotto sci: benessere, enogastronomia, eventi, attività culturali, shopping sono tutti elementi che contribuiscono a rendere variegata e completa l'offerta turistica. Le località che possono offrire questa varietà sono quelle che soffrono meno variabili come il maltempo o lo scarso innevamento e, in generale, si adattano meglio alla complessità del mercato e ad una domanda sempre più esigente.

Altri elementi che contribuiscono a minimizzare la citata "volubilità" del mercato sono le promozioni, intese come offerte che puntano su un valore aggiunto in termini di servizio e/o su un vantaggio di prezzo (e che vincolando il turista all'acquisto preventivo, annullano l'elemento incertezza) ed in generale una comunicazione di marca (brand) che punti a differenziare una destinazione dalle altre, creando identificazione nel turista e fornendogli un motivo valido per preferire quella destinazione rispetto al resto del panorama,  mettendola quindi al riparo da ripensamenti dell'ultim'ora.

In conclusione, imputare al maltempo una performance negativa del turismo montano sarebbe riduttivo. Se il meteo ha certamente influito, esso non dovrebbe comunque costituire una discriminante assoluta. E' quindi evidente che vi sono anche carenze strutturali, in particolare un'offerta ancora troppo legata al prodotto sci e poco varia ed una generale carenza a livello di promozione, commercializzazione e comunicazione di marca.

Per questo motivo, i segnali positivi che provengono dalla Valle d'Aosta devono spingere ad un cauto ottimismo ma non devono far dimenticare che una difficoltà a livello nazionale è sintomo di carenze strutturali come quelle appena elencate e che sicuramente coinvolgono anche la nostra regione: la situazione non è quindi ancora stabile e può essere soggetta a future fluttuazioni. Certo, il fatto che le destinazioni valdostane siano state premiate dal pubblico significa che il prodotto è valido e che la base di partenza è solida. Nondimeno,  occorre  prendere questi risultati incoraggianti come un incentivo a migliorare e potenziare quegli elementi (sviluppo dell' offerta, promocommercializzazione, comunicazione di marca) che sono alla base del successo sul mercato.

 A cura di TURISMOK

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