Stangata sulla Tari, aumenti in Valle tra il 25 ed il 30%

Gli aumenti, dovuti alle nuove direttiva di Arera, riguarderanno principalmente le utenze domestiche mentre sono previste riduzioni per le attività. I Comuni - che al Cpel avevano dato parere contrario - cercheranno di calmierare l'impatto degli aumenti.
Il lavori alla discarica di Brissogne - Foto di Stefano Jeantet
Società

Il Cpel – il Consiglio permanente degli Enti locali –, a febbraio, si era astenuto all’unanimità. Non ci stavano i Sindaci valdostani ad essere visti comeesattori” di fronte alla delibera di Giunta regionale che vedeva le tariffe per il conferimento alla discarica di Brissogne aumentare, complessivamente, di circa 1,2 milioni di euro.

Quattro mesi dopo la laconica presa d’atto del Cpel, i nodi vengono al pettine. In tutti i Consigli comunali valdostani di questa settimana, in pratica, è stato deliberato l’aumento della Tari. O, come chiariva in aula consiliare il Sindaco di Saint-Marcel Andrea Bionaz, “nelle annualità 2021, 2022 e 2023, aumenteranno le bollette. È da ricordare che le tariffe applicate finora erano quelle del 2019 poiché, a causa della crisi sanitaria, erano rimaste invariate nel 2020”.

Non solo: “L’Amministrazione regionale ha aumentato il costo di conferimento dei rifiuti in discarica ed è stata una fra le cause di aumento delle tariffe. Si aggiunga che Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ndr.) ha spostato l’imputazione di alcuni costi, mettendola nella parte fissa della tariffa, che non è soggetta a riduzioni”.

Aumenti in bolletta, si parla mediamente di un 25/30% in media in più, che riguarderanno principalmente le utenze domestiche, mentre sono previste riduzioni per le utenze non domestiche – quindi le diverse attività sparse nei comuni –, tarate a seconda delle chiusure subite nell’emergenza pandemica. Aumenti che gli Enti locali, a diverso titolo, cercheranno comunque di calmierare.

Rifiuti e pandemia, un mondo che sta cambiando

“L’aumento è dovuto non alla Regione ma al mondo dei rifiuti che sta cambiando – spiega Michel Martinet, Sindaco di Gressan e Presidente dell’Unité Mont-Émilius –. È aumentato molto il costo del trasporto e in modo considerevole il verde. Portare fuori la plastica è diventato un costo alto prenderla, ed è aumentato anche il costo del deposito in discarica”.

Di mezzo i cambi di rotta che ha portato con sé la pandemia: “Ci sono stati degli aumenti importantissimi per il cartone vista la grande crescita ordini online – aggiunge Martinet –. Fino a qualche anno fa era un costo relativo, ma abbiamo dovuto incrementare i posti in cui stoccarlo. Tutte questioni un po’ contingenti, ma che obbligano ad introdurre dei percorsi. La situazione era già in evoluzione, e la pandemia l’ha certificata”.

“I motivi principali per i quali quest’anno c’è questo incremento sulla Tari – spiega invece Mauro Lucianaz, Sindaco di Arvier e Presidente dell’Unité Grand-Paradis – è anche il fatto che tutte le Unité hanno attuato il Piano dell’anno precedente, visto l’anno pandemico, ed il cambio di modalità con le nuove regole dettate da Arera. L’anno scorso era stata attuata deroga e ci eravamo avvalsi di questa facoltà contenendo gli aumenti a carico degli utenti coprendoli con fondi nostri”.

Questione che nel 2021 è cambiata: “Quest’anno era improrogabile, e lo scalino dell’aumento è maggiore – chiude Lucianaz –. Queste perplessità erano già emerse quando ci siamo trovati a dare, come Cpel, il parere sulla delibera di Giunta sulle tariffe. E lo stesso problema, e un nuovo aumento, ci sarà anche l’anno prossimo. E a noi, Sindaci e Presidenti di Unité, toccherà passare nuovamente per esattori”.

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