Stato di agitazione della sanità in Valle d’Aosta. I sindacati scrivono un decalogo contro la dirigenza dell’Usl

Il comparto sanitario della Valle d'Aosta ha proclamato lo stato di agitazione del personale. Le rappresentanze sindacali unitarie aziendali e le organizzazioni sindacali del Comparto Sanità della FP-CGIL, CISL-FPS, UIL-FPL...
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Il comparto sanitario della Valle d’Aosta ha proclamato lo stato di agitazione del personale. Le rappresentanze sindacali unitarie aziendali e le organizzazioni sindacali del Comparto Sanità della FP-CGIL, CISL-FPS, UIL-FPL e SAVT-SANTE denunciano la mancata attuazione, da parte della Direzione dell’Usl “dell’accordo sulle prestazioni aggiuntive – spiegano – e la riesumazione del vecchio e anacronistico premio individuale di qualità, per premiare alcuni dipendenti particolarmente vicini alla Direzione”.

Forte e pungente la critica che si riassume in dieci punti che delineano i motivi dello stato di agitazione.
I sindacati lamentano la mancata informazione “sui criteri di assegnazione e sulle modalità di valutazione adottate”. “Non viene distribuita la parte di fondo comune sulla libera professione – continuano – in Valle d’Aosta il salario accessorio del personale del Comparto Sanità è mediamente più basso che in altre regioni italiane, al contrario di ciò che avviene per la dirigenza che risulta percepire cifre tra le più elevate in Italia”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso in particolare è stata la mancata convocazione, da parte dell’Usl, dei rappresentanti sindacali per la riunione trimestrale sugli straordinari.

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